MOMIX – SUN FLOWER MOON

Che meraviglia!

Erano anni che volevo andare a vedere i Momix e finalmente, grazie a un’occasione del tutto fortuita, sono riuscita ad assistere allo spettacolo Sun Flower Moon in scena al Teatro Nuovo. Un biglietto che si e’ liberato all’ultimo momento e una compagnia di amiche davvero carine e speciali. Non si poteva chiedere di piu’.

La grazia, la forza e la leggerezza della danza sono riuscite a farmi dimeticare per 90 minuti la scomodita’ delle poltroncine e l’inadeguatezza di un teatro che avrebbe decisamente bisogno di una remise en forme!

I ballerini danzano su una scena totalmente buia con delle tute parzialmente fluorescenti creando incredibili effetti ottici. Alcune immagini legate a elementi naturali vengono proiettate sullo sfondo e regalano suggestioni che si fondono perfettamente con le musiche ipnotiche.

Organisimi primordiali, splendide meduse, uno stormo di uccelli in volo, leggiadre spose, fantasmi e ragni fluorescenti mi hanno letteralmente rapita per la durata dello spettacolo.

E’ stato il mio primo spettacolo dei Momix e ora ho la certezza che molti altri ne verranno!

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LE MELE DI CAMPOCARLO

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 Da un appuntamento mancato possono nascere nuovi, interessantissimi, incontri. E’ quello che e’ capitato Domenica scorsa, quando con Nino siamo partiti alla volta di Poggio Ferrato, gia’ pregustando la polenta e le schitte, immancabili protagoniste della Festa d’Autunno.
Amara delusione alle porte di Ponte Nizza, quando uno striscione crudele ci ha annuncia che la festa avra’ luogo solo la domenica successiva, ovvero il 14 Ottobre.

Azz’.

Peccato. La giornata era proprio bella. Cielo azzurro, aria frizzante, ma insolitamente calda per essere gia’ Ottobre, colori autunnali. Perfetto.
Ma noi non ci perdiamo d’animo e, dopo aver fatto la spesa di salsiccia, funghi e mele, partiamo alla volta di Varzi, speranzosi di trovare una qualche festa della castagna per smangiucchiare qualcosa e continuare la nostra passeggiata.
Varzi e’ una mezza delusione. Ci sono diverse bancarelle nelle strade, ma la gente e’ poca e il tutto ha un’aria triste.

Poi vediamo queste mele in un cesto. Si vede subito che sono mele di carattere. Bianche e rosse, buccia lucida, forma irregolare e qualche bozzo qua e la’. Mele venute fuori da un cartone animato. Hanno l’aria di essere buone, quel buono asprigno, saporito. Insomma, impossibile non chiedere “Che mele sono?”.
La risposta ci viene data da un ragazzo che ci spiega la storia di quelle mele e un po’ la storia di tutti i prodotti di quel banco (adesso che vedo bene ci sono anche pomodori, verdure, pane e un prosciutto che ha proprio un’aria interessante).

E’ una bella storia quella di CampoCarlo, un’associazione culturale che si occupa di comunicazione ambientale, ecosostenibilita’ e poesia. L’associazione e’ impegnata in un progetto di ripopolamento di un vecchio borgo rurale vicino a Varzi, Praglasso, con recupero dei territori circostanti al fine di garantire l’autosostentamento delle famiglie che vivono nel borgo e la vendita del surplus. Le mele fanno parte di quel surplus.

Fausto ci racconta che nel borgo vivono due famiglie con cinque bambini, sicuramente fortunati, penso io. Una delle bimbe dorme in un passeggino; e’ bellissima, sembra una bambola.

Prendiamo anche dei pomodori. Ci fanno assaggiare il pane con il prosciutto che fanno loro e Stefano e io siamo conquistati dai sapori. Gusti e profumi intensi che non hanno nulla a che vedere con il non-sapore degli alimentari provenienti dalla grande distribuzione.

Si fanno due chiacchiere e non e’ possibile non provare una punta di invidia per questi ragazzi che hanno scelto un percorso difficile da comprendere ai piu’, ma bellissimo e stimolante. Scelte coraggiose, controcorrente che non portano avanti verso il “futuro”, ma tornano verso l’origine di tutto: la terra. Che non sia proprio questo il nostro domani?

Le mie mele stanno gia’ per finire, ma non riusciro’ a scordare il loro sapore e non sara’ facile riabituarsi alle mele Esselunga, tutte uguali e tutte ugualmente non-gustose. Ho voglia di andare a Praglasso e fare la conoscenza di quell’albero dimenticato che ora torna a regalare i suoi frutti ai bimbi del borgo. E’ scioccamente poetico, lo so, ma oggi dopo una giornata passata in ufficio con la testa altrove, non riesco a non pensarci e non vedo l’ora di tornare a casa e spogliarmi di vestiti che non mi rappresentano per indossare il mio tutone caldo e mangiare un’altra mela.

Qui tutto sull’Associazione CampoCarlo.

VISTO A TEATRO…

SI VIVE UNA VOLTA. SOLA.

di e con Geppi Cucciari

Teatro delle Celebrazioni, BolognaPlatea 25.00€focus_geppi.jpg

Temo che la categoria “Teatro” non vantera’ molti articoli considerato che non sono un’assidua frequentatrice delle sale di Milano o di altre citta’. Tuttavia sabato si e’ presentata questa occasione e ho accettato volentieri, visto che uno spettacolo di cabaret e’ sempre godibile (se il comico e’ all’altezza, naturalmente).

La Geppi, e’ goffa, simpatica e dotata di grande autoironia. Riesce a coinvolgere la platea raccontando una serie di sfighe personali con verve e ritmo. L’incipit dello spettacolo e’ studiato per entrare subito in sintonia con il pubblico femminile. L’argomento trattato infatti e’ il rapporto di odio-e-amore tra le donne e la bilancia. Una volta portato dalla sua parte il pubblico femminile, la brava Geppi ha iniziato ad infierire senza esclusione di colpi bassi, sulla categoria fidanzati, mariti e compagni.

Alcune battute sono state particolarmente divertenti e riuscite. Il pubblico e’ uscito dalla sala visibilmente soddisfatto. La serata e’ stata chiusa da un ottimo gelatino crema e cioccolato alla faccia dell’amica bilancia.