L’ASSASSINIO DI JESSE JAMES….

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L’Assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford di Andrew Dominik (2007)

Appena rivisto.
Un film lungo e pieno di pretese come il suo titolo.
Perfino Brad Pitt non e’ sufficiente a scacciare la noia che arriva inesorabile dopo i primi quaranta minuti di nulla.

Per chi soffre d’insonnia.

E VENNE IL GIORNO

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E  venne il giorno di M. Night Shyamalan (2008)

Il regista solòne Shyamalan ha sfornato un altro dei suoi visionari film e continua a lasciarmi senza un’opinione ben definita delle sue opere.

Nel tempo si sono alternati film decisamente  interessanti (The Sixth sense), ciofeche clamorose (Signs) e cose strane un po’ a metà tra il curioso e il soporifero (The Village, Lady in the water).

E venne il giorno è in parte uguale, in parte completamente diverso da tutti i precedenti. Intanto il regista ha deciso di non autocelebrarsi e non comparire nel cast (se non nei panni del fantomatico Joey che appare solo come nome sul display del cellulare della protagonista). Mi sembra già un buon inizio…
In secondo luogo il film presenta scene e situazioni decisamente crude, nuove per i film di questo regista. Infine le tecniche di ripresa danno l’impressione a volte di trovarsi più davanti a un documentario o a una pellicola amatoriale, che a un film ollivudiano.

La trama del film invece ripropone un clichè classico di Shyamalan: l’uomo a confronto con una forza soprannaturale ignota e a lui non comprensibile.
Un virus misterioso colpisce la città di New York costringendo la popolazione ad un esodo di massa. Le persone colpite dal virus, dopo un primo momento di smarrimento, si tolgono la vita con i metodi più incredibili e atroci.
Il professore di scienza Moore (Mark Wahlberg, convincente) e la moglie (Zooey Deschanel, deliziosa) scappano dalla città in cerca di salvezza, ma si accorgeranno ben presto che la zona colpita dall’evento non si limita alla sola New York, bensì colpisce gran parte della East Coast.

Ma quali sono le origini del virus?
Attacco terroristico, scorie nucleari, tossine disperse nell’aria…o forse c’è qualcos’altro?
Gli attacchi hanno avuto origine nei parchi e si sono propagati attraverso le aree verdi. La Natura si sente minacciata dalla specie umana e sta forse cercando di inviarci un messaggio?
Come al solito Shyamalan non ci fornisce una risposta chiara ed esaustiva, ma ci lascia con un finale che siamo noi a dover interpretare.

30 GIORNI DI BUIO

30 Giorni di Buio di David Slade (2007)

Non mi ricordo dove, o da chi, ne avevo sentito parlare bene, ma posso dire che 30 Giorni di Buio non ha tradito le aspettative.

Il film è tratto dal visionario fumetto “30 days of nights” di Steve Niles.
Un horror presentato da Sam Raimi,  con ambientazione in stile “The Thing” e vampiri assetati di sangue: le premesse ci sono tutte. Anche gli attori non sono proprio da B movie: il protagonista è Josh Hartnett, ex di Scarlett Johansonn e attore belloccio di gran moda a Hollywood.

La storia è riassumibile in poche righe. Un piccolo villaggio in Alaska che ogni inverno sprofonda nel buio per trenta giorni diventa il cenone di Capodanno di una setta di vampiri a digiuno da troppo tempo. Mentre l’allegra brigata fa strage nel paese, un gruppo di cittadini intraprendenti capeggiati dallo sceriffo (Hartnett) e dalla sua ex-moglie (Melissa George) cerca di tenere testa al branco nascondendosi nelle soffitte delle case ormai deserte.

Bisogna resistere almeno 30 giorni, fino a quando il sole sorgerà di nuovo sul paesino dell’Alaska. Trenta giorni trascorsi tra fiumi di sangue, smembramenti e reciproci agguati possono essere davvero un’eternità….perchè allora l’epilogo si ha sempre nelle ultime 24 ore?

Naturalmente l’eroe si sacrifica (spoiler per le fan di Hartnett!)

28 SETTIMANE DOPO

28 Settimane dopo di Juan Carlos Fresnadillo (2007)

Un film un po’ splatter per festeggiare il mio ritorno dopo mesi e mesi di astinenza da blog.
Sara’ stato il nuovo lavoro, o forse il fatto che da Gennaio sto contattando invano tutti i provider italiani per cercare di avere una linea adsl a casa…chissa’.

Al momento attendo fiduciosa segnali da INFOSTRADA, che pare garantisca da poco un servizio ADSL 7Mb nella mia zona. Staremo a vedere.

Per quanto riguarda il film, dico che mi e’ piaciuto. Non come il primo, che ho trovato molto interessante e ben fatto, ma un degno sequel.

Il regista, tal Fresnadillo, e’ non pervenuto, ma sotto la supervisione di Boyle ha fatto un buon lavoro.

La storia riprende piu’ o meno da dove l’avevamo lasciata: sono passate 28 settimane (ma va?) e il solito virus, che tramuta i vivi in morti assetati di sangue, pare sia stato debellato. L’isolamento al quale e’ stata sottoposta l’isola britannica ha dato i suoi frutti: i morti, non trovando piu’ carne fresca, sono morti di fame, ma per davvero questa volta! Gli USA, che ficcano sempre il naso ovunque, prendono in mano la situazione e gestiscono il ripopolamento di un’area della capitale.

Ma come capita nella realta’, anche nella finzione gli Americani riescono a fare solo dei casini e, nonostante le millemila misure di sicurezza, qualche bacillo di virus recidivo penetra il blocco e scoppia una nuova epidemia.

Che fare?
Bombardiamo tutta l’Inghilterra, cosi’ siamo proprio sicuri sicuri che facciamo bene.
Sicuri?

La risposta al prossimo film.

SMOKIN’ACES

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Smokin’ Aces di Joe Carnahan (2006)

Cast importante, azione adrenalinica, mafia, sparatorie, ironia, una taglia da riscuotere e tanti sicari assetati: tutti ingredienti giusti per un film che tanto giusto non e’.

Smokin’ Aces prometteva grande intrattenimento e invece mi ha fatto abbioccare dopo poco piu’ di venti minuti. Poi mi sono ripresa e ho seguito il film fino alla fine, ma che fatica!

La storia si racconta in un amen: Buddy Israel e’ un mago mafioso che ha deciso di fare una soffiata alla polizia. Il boss Primo Sparazza (ma chi ha scelto il nome?) decide allora di mettere una taglia di 1 milione di dollari sulla sua testa. Naturalmente la cifra fa gola a molti e una serie di improbabili sicari si dirige al Lago Tahoe per fare fuori Buddy. Tra i killer un’ampia gamma di pazzoidi sconvolti: c’e’ il trittico dei fratelli nazisti fuori di testa, il duo lesbo di cui fa parte Alicia Keys, un pazzo sadico torturatore, e cosi’ via…

Mini colpo di scena nel finale che pero’ non risolleva le sorti del film.

La sensazione che ho avuto e’ che si tratta di un film che voleva essere un po’ tarantiniano, violento, scorretto, tagliente,  ma che poi scade nel sentimentale (il caso del poliziotto che perde il collega veterano) e perde di vista le intenzioni iniziali.

Di solito guardo tutti i film in lingua originale, ma questo e’ davvero difficile da seguire per chi non padroneggia perfettamente la lingua. Dieci minuti e ho suicciato sull’italiano.

CORPSE BRIDE

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Corpse Bride di Tim Burton (2005)

Che meraviglia! Non c’e’ sabato sera migliore di quello speso in compagnia di Tim Burton, genio assoluto della cinematografia contemporanea.

La Sposa Cadavere e’ un vero gioiellino: tenero, malinconico, positivo e, paradossalmente visto che si parla di cadaveri e morti, pieno di vita!

Victor e Victoria (interpretati da Johnny Depp ed Emily Watson)  sono vittime di un matrimonio combinato dai genitori. I due giovani non si conoscono e, alla vigilia delle nozze, si fanno prendere dal panico. Tuttavia il loro primo incontro, quasi casuale, fa scattare la scintilla e i timori sembrano scomparire. 

Victor, classico protagonista burtoniano un po’ impacciato e pasticcione, ne combina una grossa e, nel fare le prove per la cerimonia di nozze, risveglia il fantasma di una giovane sposa morta tragicamente il giorno del fantomatico “si”.

Victor sara’ trascinato suo malgrado nel mondo della Sposa Cadavere, ovvero il regno dei morti, pieno di colore (a differenza del mondo dei vivi dipinto a tinte glaciali) e di personaggi bizzarri e vitali.

Le musiche sono del solito Danny Elfman e rendono l’atmosfera magica al punto giusto.

PRINCESS MONONOKE

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Princess Mononoke di Hayao Miyazaki (1997)

Un sabato sera pigro, trascorso a casa con il felpone di Hello Kitty e il gatto acciambellato in grembo. Zuppone di verdure abbastanza ignobile per dare una tinta salutista alla cena e poi si carica sulla PS2 il dvd di Princess Mononoke. E’ stato sullo scaffale per almeno due anni, li’ in mezzo agli altri DVD del Maestro, in attesa di un’occasione giusta per essere vissuto.

Eccola la sera giusta e devo dire che me lo sono proprio goduto.

La storia e’ ambientata nel Giappone dei Samurai agli albori dell’eta’ del ferro. La foresta e gli spiriti che la animano sono minacciati dalla furia distruttiva dell’uomo, qui rappresentata da una donna, Signora della Citta’ del Ferro: Lady Eboshi. A questa si contrappone San, ovvero la Principessa Mononoke, cresciuta dai lupi che vivono nella foresta. Tra le due donne si inserisce Ashitaka, giovane guerriero di una nobile dinastia, suo malgrado coinvolto nella lotta tra natura e civilizzazione.

I personaggi, umani e non, sono magici e il coinvolgimento nella storia e’ totale. Una storia cruda, che parla di lotta, di sopravvivenza e di compromessi. Un film in animazione assolutamente destinato agli adulti: molte infatti sono le scene di guerra, ed alcuni confronti tra demoni e umani sono rappresentati a tinte forti.

Un altro capolavoro di Miyazaki.