HONEYMOON

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Honeymoon di Banana Yoshimoto

Feltrinelli 2003, 6.50€

Un po’ di preparazione al viaggio in Giappone ci vuole, quindi perche’ non entrare nello spirito con qualche buona lettura?

Non e’ il primo libro di Banana che leggo, e ho gia’ fatto conoscenza di altri autori giapponesi (Soseki, Haruki, Yu Miri, e, a suo modo, Amelie Nothomb), quindi sono andata sul sicuro con Honeymoon, preso al volo al supermercato, durante una spesa del Giovedi’.

Mi piacciono i libri di Banana; sono malinconici, ma allo stesso tempo solari e positivi. Anche il tema della morte, sempre presente, viene affrontato con una dolcezza incredibile.

Manaka e Hiroshi sono i due protagonisti di Honeymoon. Si conoscono fin da bambini e hanno trascorso insieme tutti i momenti importanti della propria adolescenza. Ora, poco piu’ che ventenni, accettano il loro destino insieme con grande naturalezza, come una sorte inevitabile. Il legame che li unisce e’ piu’ profondo e radicato dell’amore perche’ affonda le sue radici proprio in quell’eta’ dove si riesce “ad apprezzare il silenzio in modo piu’ romantico degli adulti”, e dove “grazie al fatto di non parlare si condividono perfettamente le cose”.
Questa unione cosi’ salda riuscira’ perfino ad esorcizzare le paure e i traumi subiti da Hiroshi e contribuira’ a far nascere nei due ragazzi l’accettazione per la morte e la scomparsa dei propri cari.
Sempre forte e positiva la presenza della natura: il giardino di Manaka, Olive, la piccola terrier dei ragazzi, il tramonto australiano e la magia dei delfini.

Un processo di guarigione e’ bello da vedere. Somiglia al mutare delle stagioni. Le stagioni non cambiano mai in meglio. Semplicemente, seguendo un corso naturale, le foglie cadono e ricrescono, il cielo si fa piu’ azzurro e piu’ profondo. Allo stesso modo, si puo’ stare talmente male da pensare che sia la fine del mondo, ma quando questa condizione comincia gradualmente a cambiare, senza che sia successo qualcosa di particolarmente buono, avvertiamo una forza enorme. Improvvisamente le cose da mangiare riacquistano sapore, e da un momento all’altro ci accorgiamo di aver ritrovato il sonno: se uno ci pensa e’ una cosa straordinaria. La sofferenza, seguendo lo stesso percorso per cui era venuta, scompare con noncuranza.

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