FALCE E CARRELLO

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Falce e Carrello di Bernardo Caprotti
Marsilio 2007, 13.50€

Non mi e’ mai piaciuto fare la spesa alla Coop. Sara’ che non mi ha mai convinto questa formula della cooperativa, oppure il fatto che anni fa i supermercati Coop erano davvero dei luoghi di una tristezza smisurata, fatto sta che io non mi sono mai sognata di associarmi alla Coop.

Fin dai 19 anni ho stretto un legame affettivo con i supermercati Esselunga. Nel 1990 sono andata a vivere da sola a Milano e il supermercato in via Bergamo e’ subito diventato il punto-spesa della nostra casa di studentesse. Piccolo, ma ordinato e fornitissimo. Ho fatto la spesa li’ per almeno quattro anni e, quando per motivi di lavoro mi sono trasferita a Bologna nel 1996, non ho trovato la stessa familiarita’ tipica di supermercato di quartiere da nessun’altra parte. Tantomeno alla Coop, che, come si puo’ immaginare, a Bologna andava e va ancora per la maggiore.

Per fortuna neanche Ninno ha mai amato le coop, cosi’ ci allungavamo fino all’Euromercato per fare la spesa. Almeno fino a quando non hanno aperto l’Esselunga a Bologna. Me lo ricordo ancora. Ero felicissima perche’ era proprio vicina a casa nostra. Noi eravamo in Via Toscana e il superstore era a San Vitale. Bello, enorme, fornitissimo. Ho tirato un sospiro di sollievo.

Ora dopo tanti anni a Milano, sono ancora cliente dell’Esselunga, un po’ per abitudine, un po’ per pigrizia, anche se devo dire che da due anni a questa parte trovo che la qualita’ del fresco (frutta e verdura) sia decisamente peggiorata. Non lascio comunque l’Esselunga perche’, pur avendo provato altri supermercati, non riesco a trovare la qualita’ che vorrei. Sto parlando di mele che sanno di mele, pomodori che non si sfaldano sotto le dita e cosi’ via. Tra tante opzioni mediocri, scelgo quella che ritengo migliore e alla quale sono piu’ affezionata. Logico.

La Coop continua a insospettirmi.

Il libro di Bernardo Caprotti, Mister Esselunga, e’ un libro leggerissimo nel peso fisico (circa 90pag scritte di suo pugno), ma un vero macigno d’accusa contro il sistema coop in Italia. Caprotti e’ lucidissimo nel ripercorrere le tappe dell’espansione dell’Esselunga in Italia e racconta con dovizia di particolari (nomi, documenti, piantine) pressioni e situazioni subite dalle coop al fine di impedire l’insediamento di Esselunga in alcune aree del centro-nord Italia (Emilia, Toscana e Liguria).

Se di sana concorrenza si trattasse, ben venga direi. Ma pare che cosi’ non sia, visto che le coop godono di un regime fiscale agevolato e di “aiuti” statali e politici ai quali i concorrenti non hanno accesso.  Caprotti, infatti, racconta la sua storia, ma e’ ben facile immaginare come lo stesso trattamento ostracistico sia stato riservato anche a grandi altre catene alimentari straniere. Naturalmente si tratta di una verita’, un lato della medaglia, ma quello che e’ certo e’ che il sistema vigente rappresenta un freno alla libera concorrenza di mercato a favore di un unico attore, la coop.

E in questa bagarre chi ci smena? Proviamo a indovinare?

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