LE MELE DI CAMPOCARLO

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 Da un appuntamento mancato possono nascere nuovi, interessantissimi, incontri. E’ quello che e’ capitato Domenica scorsa, quando con Nino siamo partiti alla volta di Poggio Ferrato, gia’ pregustando la polenta e le schitte, immancabili protagoniste della Festa d’Autunno.
Amara delusione alle porte di Ponte Nizza, quando uno striscione crudele ci ha annuncia che la festa avra’ luogo solo la domenica successiva, ovvero il 14 Ottobre.

Azz’.

Peccato. La giornata era proprio bella. Cielo azzurro, aria frizzante, ma insolitamente calda per essere gia’ Ottobre, colori autunnali. Perfetto.
Ma noi non ci perdiamo d’animo e, dopo aver fatto la spesa di salsiccia, funghi e mele, partiamo alla volta di Varzi, speranzosi di trovare una qualche festa della castagna per smangiucchiare qualcosa e continuare la nostra passeggiata.
Varzi e’ una mezza delusione. Ci sono diverse bancarelle nelle strade, ma la gente e’ poca e il tutto ha un’aria triste.

Poi vediamo queste mele in un cesto. Si vede subito che sono mele di carattere. Bianche e rosse, buccia lucida, forma irregolare e qualche bozzo qua e la’. Mele venute fuori da un cartone animato. Hanno l’aria di essere buone, quel buono asprigno, saporito. Insomma, impossibile non chiedere “Che mele sono?”.
La risposta ci viene data da un ragazzo che ci spiega la storia di quelle mele e un po’ la storia di tutti i prodotti di quel banco (adesso che vedo bene ci sono anche pomodori, verdure, pane e un prosciutto che ha proprio un’aria interessante).

E’ una bella storia quella di CampoCarlo, un’associazione culturale che si occupa di comunicazione ambientale, ecosostenibilita’ e poesia. L’associazione e’ impegnata in un progetto di ripopolamento di un vecchio borgo rurale vicino a Varzi, Praglasso, con recupero dei territori circostanti al fine di garantire l’autosostentamento delle famiglie che vivono nel borgo e la vendita del surplus. Le mele fanno parte di quel surplus.

Fausto ci racconta che nel borgo vivono due famiglie con cinque bambini, sicuramente fortunati, penso io. Una delle bimbe dorme in un passeggino; e’ bellissima, sembra una bambola.

Prendiamo anche dei pomodori. Ci fanno assaggiare il pane con il prosciutto che fanno loro e Stefano e io siamo conquistati dai sapori. Gusti e profumi intensi che non hanno nulla a che vedere con il non-sapore degli alimentari provenienti dalla grande distribuzione.

Si fanno due chiacchiere e non e’ possibile non provare una punta di invidia per questi ragazzi che hanno scelto un percorso difficile da comprendere ai piu’, ma bellissimo e stimolante. Scelte coraggiose, controcorrente che non portano avanti verso il “futuro”, ma tornano verso l’origine di tutto: la terra. Che non sia proprio questo il nostro domani?

Le mie mele stanno gia’ per finire, ma non riusciro’ a scordare il loro sapore e non sara’ facile riabituarsi alle mele Esselunga, tutte uguali e tutte ugualmente non-gustose. Ho voglia di andare a Praglasso e fare la conoscenza di quell’albero dimenticato che ora torna a regalare i suoi frutti ai bimbi del borgo. E’ scioccamente poetico, lo so, ma oggi dopo una giornata passata in ufficio con la testa altrove, non riesco a non pensarci e non vedo l’ora di tornare a casa e spogliarmi di vestiti che non mi rappresentano per indossare il mio tutone caldo e mangiare un’altra mela.

Qui tutto sull’Associazione CampoCarlo.

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3 thoughts on “LE MELE DI CAMPOCARLO

  1. ciao, non riusciamo sinceramente a collegare visi a parole. Però non erano state molte le persone con cui si discorreva, direi, diversamente.
    speriamo di vedervi dalle nostre parti. per ritrovarci a chiaccherare.

    per caso abbiamo scoperto il blog, ci ha sempre incuriosito ritrovare la persona che lo aveva scritto di persona. Forse abbiamo un’occasione.

    segnialiamo e invitiamo all’evento:
    Festival Teatrale per ragazzi

    “Le mele di CampoCarlo”

    dal 7 giugno al 27 luglio 2008
    in Valle Staffora e Val Tidone

    per conultare il programma dell’evento: http://www.campocarlo.it

    salutiamop e ringraziamo per l’ispirazione

    tutti di Praglasso.

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