DOWN IN THE VALLEY

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Down in the Valley di David Jacobson (2005)

E’ un film crudo e disperato Down in the Valley. Non sapevo bene cosa aspettarmi da questo DVD, avevo gia’ visto i trailer al lancio del film delle sale, ma non ero riuscita a farmi un’idea precisa. Certo Norton e’ sempre garanzia di un ottimo recitare, ma a volte un attore da solo non basta a tirare su una pellicola traballante. Ma non e’ questo il caso.

Harlan/Norton e’ un moderno cow boy metropolitano che lavora come benzinaio in una delle migliaia di stazioni di rifornimento disseminate nella San Fernando Valley, a nord di LA.
Tobe e’ una giovane adolescente irrequieta, come migliaia di ragazzine della sua eta’. Vive a casa con il fratello minore Lonnie, silenzioso e solitario, e il padre Wade, guardia giurata collezionista di pistole dai modi un po’ bruschi.
Tobe e Harlan si incontrano e tra i due nasce una storia d’amore. La ragazza e’ affascinata dai modi schietti e gentili del cow boy, che a sua volta apprezza la freschezza e spregiudicatezza di Tobe. Anche il piccolo Lonnie si avvicina a questo strano personaggio, l’unico a dedicargli tempo e attenzione e che riscuote presto la sua fiducia.
Ma l’avvicinamento di Harlan alla famigliola e’ ostacolato dal padre dei ragazzi che lo giudica un poco di buono e un violento. e per farglielo capire si “limita” a puntargli una pistola in fronte davanti al figlioletto piu’ piccolo.
Il finale del film e’ tragico e ci scappa il morto (uno solo pero’).

Harlan e’ il cowboy solitario e incompreso che cerca affetti normali: una ragazza, un fratellino e, perche’ no, anche un suocero un po’ severo al quale chiedere la mano della sua bella. Ma questa possibilita’ non gli e’ concessa perche’ e’ un personaggio sbagliato. O forse sono tempi e luoghi a non essere quelli giusti. La San Fernando Valley non e’ esattamente il far west e questo Harlan sembra non capirlo, o non accettarlo. Anche la stessa Tobe, prima follemente innamorata, rifiuta l’essere “altro” di Harlan e lo respinge innescando la serie di eventi che porteranno alla tragedia finale.

La trama e’, a suo modo, avvincente e i personaggi molto azzeccati. Il film lascia dietro di se’ una sensazione amara di solitudine e desolazione, che credo sia nelle intenzioni del regista. Down in the Valley presenta pero’ momenti un po’ lenti e a tratti si trascina, soprattutto verso il finale.

Resta un discreto film indipendente consigliato agli amanti di questo filone.

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One thought on “DOWN IN THE VALLEY

  1. ciao! io l’ho visto da poco e lo recensirò presto, ma sono d’accordo con te al cento per cento. l’unica cosa che mi sento di aggiungere è il fatto che, nel film, harlan non è semplicemente l'”altro”, ma è un vero e proprio squilibrato. il problema è: pur essendo un pazzo, è peggiore degli altri? è più cattivo, o più pericoloso, della società che lo circonda, fatta di alienazione, macchine, solitudine e fucili? quando il padre della ragazza gli dice in faccia che Harlan è un rifiuto della società, purtroppo ha ragione, e anche il film sembra suggerire che per un rifiuto non c’è via di scampo, giusto o sbagliato che sia. però non c’è una risposta univoca, e per questo down in the valley mi sembra ancora più interessante, e ancora più cazzoni quelli che lo hanno stroncato.
    😛 ciao

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