300

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300 di Zack Snyder (2006)

“Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!”

La Spigolatrice di Sapri di Luigi Mercantini non ha nulla a che fare dal punto di vista storico con 300, trasposizione cinematografica del favoloso fumetto omonimo di Frank Miller, ispirato alla battaglia delle Termopili. Pero’ ci azzecca. Nel film i soldati guidati da Leonida contro l’imponente armata persiana sono proprio trecento; sono rappresentati come uomini giovani e decisamente prestanti; inoltre gli spartani di Leonida non fecero proprio una bellissima fine, cosi’ come i trecento di Pisacane nel Regno delle Due Sicilie.

300 e’ un fumetto fatto film: visivamente impressionante, cattivo, appassionante, da leggere e godere tutto d’un fiato.

La trama e’ arcinota e non necessita di tanti approfondimenti. Il prode (o pazzo?) Leonida decide di affrontare l’immenso esercito di Serse (Erodoto parla di milioni di uomini!) alla guida di “soli” trecento soldati. Ma non si tratta di semplici soldati, bensi’ di guerrieri, figli di Sparta, nati e cresciuti per combattere e per finire i loro giorni all’insegna della gloria della vittoria o dell’onore con la morte sul campo.
Leonida e i suoi lasciano Sparta e prendono posizione nel passo delle Termopili, dove decidono di affrontare gli uomini di Serse. Uno stretto angusto, limitato da un alto dirupo e dal mare, dove l’imponente numero dei nemici non conta nulla contro la grinta degli spartani. E infatti i trecento spartani fanno un mazzo tanto ai persiani regalandoci fantastiche scene di battaglia. Ma le sorte non sara’ clemente con i coraggiosi di Leonida, che finiranno trucidati dagli Immortali persiani (rappresentati con curiose maschere argentate che ricordano le espressioni del teatro no giapponese), dopo aver rifiutato per l’ennesima volta le lusinghiere proposte di Serse, che promettevano gloria e pace dietro la totale sottomissione.

Bello, bello, bello. Un film che da’ la carica e riempie gli occhi. Certo non lo si deve intendere come rievocazione storica, non ne ha le pretese, ma piuttosto una specie di Gladiatore rieditato in stile Sin City!

Quasi due ore di battaglia, mazzate da orbi, decapitazioni, smembramenti, sangue, morti, mostri e massacri. Sembra un film per uomini veri, ma mi sento di raccomandarne la visione anche al pubblico femminile grazie alla presenza di tanti omaccioni seminudi superfisicati, e con l’addominale in bella vista (notevoli davvero). Il personaggio di Leonida ha dell’incredibile: un affascinante, folle psicopatico. Ma dove l’hanno tenuto nascosto ‘sto Gerard Butler fino ad oggi?

Il lancio del film e’ stato accompagnato da presunte critiche mosse dall’Iran nei confronti della pellicola. Mah, a mio avviso una cialtroneria che profuma di montatura ad hoc per creare hype intorno al film. Pare che gli iraniani si siano lamentati per la mancanza di fedelta’ storica e per la rappresentazione fatta del popolo persiano. Effettivamente, il grande re Serse viene rappresentato come un’appariscente drag queen con la voce di Ciotti alla guida di un popolo di veri freak, ma il personaggio a suo modo affascina e ho l’impressione che l’opinione pubblica iraniana abbia ben altre preoccupazioni che non la messa all’indice di un filmetto (da film+fumetto) americano.

Consigliato per risollevare una serata un po’ low profile.

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