OSTAGGI DI SERIE “A” E OSTAGGI DI SERIE “B”

Ormai e’ da qualche settimana che la mattina mi sveglio prima delle 6:00, per poi indugiare sotto al trapuntino in attesa che la sveglia segni le 7:00 (stando bene attenta a non farmi scoprire dalla Stronza, che appena si accorge che sono sveglia inizia a pretendere la sua colazione di crocchini). E’ un’abitudine che non mi pesa, se non fosse che la sera alle 22:00 la palpebra inizia a farsi pesante e alle 22:30 sono in coma sul divano avvoltolata nel pile come una mummia egizia. Anche ieri non ho resistito, e sono crollata davanti a un DVD, peraltro interessante: A Scanner Darkly. Vabbe’, lo rivedro’, mi sembrava meritasse….
liberati.jpgAl mio risveglio, prima di assovere al rituale propiziatorio della notte (denti-glicolico-pillola), mi sono imbattuta in un interessante servizio del Le Iene sulla liberazione dei due tecnici Eni, Cosma Russo e Francesco Arena. Il servizio, a cura di Mario Molinari, autore del programma, documentava le concitate fasi del rilascio fino alla liberazione finale da parte dei guerriglieri del Mend (Movement for the Emancipation of the Niger Delta).
Ammetto che la trasmissione Le Iene mi infastidisce non poco e la trovo a tratti noiosa, ripetitiva e ipocrita, ma questo bel servizio mi ha fatto riflettere sull’attenzione che i media hanno dato a questo rapimento. Una riflessione che nasce proprio nel giorno del rilascio di un altro ostaggio italiano, Daniele Mastrogiacomo, rapito dai talebani e liberato dopo 15 giorni. Per due settimane, telegiornali, quotidiani, internet non hanno parlato d’altro, e oggi Daniele liberato viene considerato alla stregua di un eroe. Non voglio essere fraintesa: sono solo felice per la positiva risoluzione del sequestro di Mastrogiacomo, che presto abbraccera’ nuovamente i suoi cari in Italia, ma mi viene naturale chiedermi come mai lo stesso interesse non e’ stato dimostrato nei confronti dei due tecnici (in principio 3) rapiti in Nigeria e tenuti in ostaggio per ben 98 giorni?

Una volta data la notizia della loro liberazione, il 17 marzo, nessuno se li e’ piu’ cagati e l’intera vicenda e’ stata presto travolta dagli aggiornamenti degli scandali di vallettopoli & Co.
Perche’ questa disparita’ di trattamento?

Certo Cosma Russo e Francesco Arena non sono due giornalisti, ma due tecnici, due lavoratori, e forse i giornalisti si sono sentiti piu’ vicini a un proprio collega in questa sventura e per questo hanno dedicato piu’ attenzioni a Mastrogiacomo.

Oppure questi guerriglieri nigeriani avanzano delle richieste che tutto sommato hanno una loro ragion d’essere: bloccare lo sfruttamento incondizionato delle risorse petrolifere del delta del Niger da parte delle grandi multinazionali e ridistribuire la ricchezza derivante dal petrolio anche internamente, per migliorare le condizioni di vita del popolo nigeriano (oltre 140 milioni di persone con aspettativa di vita inferiore ai 50 anni!).

Argomenti alquanto delicati da affrontare in televisone.
….ma si, meglio concentrarsi sugli squallori di mignottopoli e il dolore passa presto!

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