CAOS CALMO

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Caos Calmo di Sandro Veronesi

Bompiani (2005), 17,50€

Avevo sentito parlare bene di questo Caos Calmo e ho deciso di leggerlo anche spinta dalla trama e dal quote inserito nel retrocopertina “gli altri pensano a noi molto meno di quanto immaginiamo“.

La storia: Pietro, manager quarantenne di successo, perde la compagna all’improvviso e resta solo con la figlia Claudia di 10 anni ad affrontare la perdita.  A pesare sul dolore della scomparsa c’e’ anche un inconscio senso di colpa nei confronti della figlia: infatti mentre Lara moriva colpita da un aneurisma davanti agli occhi di Claudia, Pietro era alle prese con il salvataggio in mare di un’emerita sconosciuta, che lui salva dalle onde e riporta in riva tra i familiari che non lo degnano neanche di un grazie.

Pietro decide che il suo compito e’ quello di stare vicino alla figlia Claudia e lo decide una mattina mentre la accompagna a scuola. Pietro prendera’ alla lettera questo suo ruolo iniziando a sostare tutti i giorni davanti alla scuola della figlia per farle sentire la sua presenza.

Ecco dunque che la sua vita cambia prospettiva e ogni  personaggio del romanzo acquista un suo valore proprio nel momento in cui si confronta con Pietro e con la sua drastica decisione. La sorella di Lara, Marta, donna bellissima e sfortunata che confida a Pietro l’infelicita’ della compagna scomparsa, Carlo, fratello del protagonista, stilista di successo con una vita fuori dalle righe, e poi tutti i colleghi di Pietro, vittime anche loro di una fusione aziendale che rende incerto il loro futuro.

400 e passa pagine che si leggono in pochi giorni, ma alla fine lasciano una strana sensazione, un qualcosa di irrisolto. Il caos calmo in cui viene a trovarsi il protagonista e’ una condizione temporanea che prelude allo sfogo del dolore che prima o poi deve trovare una sua via d’uscita. Ma questa via d’uscita non c’e’. Paradossalmente, tra tutti i personaggi adulti del romanzo,  sara’ proprio la figlia di 10 anni a dire al padre che si sta comportando come un bambino restando fermo davanti alla sua scuola per settimane e che lei, presa in giro dai compagni,  si vergogna del suo comportamento che non la fa sentire una bambina come tutti gli altri. Mi sarei aspettata un finale diverso, una rivelazione, la presa di coscienza della perdita dopo 400 pagine di galleggiamento nel “caos calmo”, ma un finale vero non c’e’.

Irrisolto.

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