CONDIVISIONE

pinco palloIeri sono venuti a casa i nostri ex-vicini. Anche loro hanno due gemelli nati un anno e mezzo prima delle pope.
Anche per loro i gemelli sono arrivati come una sorpresa.
Anche per loro è fatica.
Il traguardo del “poi c’è la svolta” si sposta sempre più avanti, mi dicono.

E io gli credo.

Due coppie di gemelli insieme e la casa in un attimo è sottosopra. Ma è una confusione che mi rassicura e mi fa stare bene. I bimbi, dopo un’ora di studio reciproco si lasciano andare fino a non volersi staccare più. Si riesce anche a chiacchierare e scopro che non sono da sola.

Piccole cose che aiutano a ridare un po’ di energia.

Alice questa mattina mi chiedeva dei “bimbi piccoli“. In realtà le piccole sono loro, ma non glielo dico.

CAMBIAMENTI

A conti fatti questo blog è on line da 6 anni.

No dico: 6 anni!

Ha attraversato fasi alterne. Post di cazzate, lunghi silenzi, riprese, viaggi, poi sono arrivate loro e tutto si è fermato.
Quante volte ho pensato di rimettere in piedi tutto e iniziare a raccontarmi di nuovo. E di cose da raccontare ce ne sarebbero un tot.
Poco tempo, tanta stanchezza e un pizzico di pigrizia. E forse anche perchè un po’ non mi ci ritrovo più in questo spazio.

Dove prima si parlava di libri, videogiochi, tv, gossip, ora non c’è più spazio per questi argomenti. Se il blog è uno specchio di quella che è la nostra vita è giusto che sia così. Non mi ricordo quando ho letto l’ultimo libro, dovrei andare sul mio account di Anobii per rinfrescare la memoria. Peccato che abbia dimenticato le chiavi di accesso.
La TV è diventata un ingombrante suppellettile. Anzi no. E’ utile per intrattenere le pope con i cartoni animati della cineteca personale rigorosamente selezionata.
Insomma poco spazio per tutto ciò che è superfluo e io sono tra queste cose.

Forse dovrei pensare di spostarmi.

Lasciare in vita questo blog per i pensieri sciocchi e aprire un altro spazio per raccontare un’altra me che in questo momento è predominante.
Sarei una pessima mamma blogger, ma visto che sono stata una pessima blogger fino ad oggi, non si può certo dire che manchi di coerenza.

LE NUOVE SCARPINE

A un anno e una settimana le pope camminano. Camminano, ma in realtà vogliono già correre, andare. Sopratutto Popetta.
Appena sganciata dal passeggino si lancia nel mondo con il suo passo incerto da zombie.
Non si volta neanche indietro. Lei va.
Se le tendi la mano, la schifa e ti scarta con mossa calcistica.
Popa resta pigramente nei pressi del passeggino.
Ma è nell’erba che danno il meglio.
Appena messe nel prato si rotolano alla ricerca di nuovi fiorellini da ciucciare.

13 APRILE 2011

Un anno fa entravo in ospedale.
Non sapevo cosa mi aspettava ed ero di buonumore.
Tanta agitazione, ma c’era il sole.
Due aironi volavano in cielo mentre salivamo in macchina.
“Che coincidenza” pensavo.
Di solito li vedo sempre solitari.

Era il 13 aprile 2011 e di li’ a poche ore sarebbero nate le due popine.
Del parto ne parlero’ un’altra volta, quando l’ormone della commozione sara’ ai minimi.
Posso solo dire che e’ stata un’esperienza pazzesca e che tutto e’ andato come doveva andare.
Ho solo bei ricordi: emozione, tremore, Ninno vicino, le mani sempre unite, un po’ di dolore (ma neanche tanto a dire il vero), e poi, all’improvviso, gli occhietti di Arianna che mi fissavano.
“ma i neonati non hanno gli occhi chiusi come i gattini?!” e’ stato il mio primo pensiero.
E invece no.
Nei era li’ con gli occhi aperti e mi fissava.
Alice e’ arrivata dopo quattro minuti e si e’ subito stretta nell’abbraccio del papa’.
Una a testa e l’imprinting e’ stato dato.

E nulla più come prima. E meno male! (per citare Bugo!)

SANTA LUCIA

…il giorno più corto che ci sia.
Sara’ che sono sveglia dalle cinque di questa mattina, ma a me sembra proprio una giornata interminabile!

CAPITOLO PRIMO

Oggi e’ l’ultimo giorno da mamma full time.
Domani si ricomincia.
O meglio si inizia.
Inizia una nuova avventura: quella della mamma gemellare lavoratrice.
Non ho ancora bene idea di come faro’ a smaltire il sonno arretrato, a superare il traffico del mattino e soprattutto a sopportare gli isterismi della vita d’ufficio.
Ma io ci provo e magari scopro di riuscirci meglio di quanto pensi.
Le pope mi mancheranno un casino, ma e’ strano perché oggi non sono particolarmente triste.
In un certo senso e’ come se sapessi che prima o poi doveva arrivare questo momento.
Allora e’ meglio che arrivi adesso, a ridosso del Natale. Quando tutti sono più buoni, si lavora poco, ci sono tante feste e tutti pensano ai regali e a cosa cucinare per le feste.
Domani riprendo la mia postazione di lavoro e vediamo come va.
Ora penso a come sara’ alzarsi la mattina sapendo di lasciare le pope in mani altrui (buone mani, per carità…ma non le mie!).
Dopo otto mesi di tutoni e jeans come sara’ rivestire gli abiti da ufficio? Mi staranno ancora?
E Ninno a casa solo con le pope? Ce la farà?
Sottovaluto gli altri e sopravvaluto me stessa.
Io ricomincio poi si vedrà.