PONYO ON THE CLIFF BY THE SEA

31 Marzo 2009

Ponyo sulla scogliera

Ponyo sulla scogliera (Gake no ue no Ponyo)
Lucky Red Marzo 2009

Incredibile la magia e la tenerezza trasmesse da questo film d’animazione. Presentato a Venezia l’anno scorso, è uscito nelle sale italiane solo lo scorso Venerdì e non ho potuto fare a meno di precipitarmi al cinema trascinandomi dietro inconsapevoli e accondiscendenti accompagnatori.

Cosa c’e’ in Ponyo?
Mare, meraviglia e amore.
Meno terrore, guerra e odio del Castello o di altri precedenti film.
Tanta tenerezza e sensibilità nel sentimento di pura amicizia e gratitudine reciproca che lega Ponyo a Sosuke (il bimbo salva la pesciolina, Ponyo aiuta Sosuke a ritrovare Lisa).
La forza della Natura, sempre e comunque. Segue le sue logiche che risultano incomprensibili per l’uomo (il mare in tempesta cerca di riappropriarsi della piccola fuggitiva)
Il rispetto per l’esperienza. I vecchi della Casa dell’Arcobaleno sono molesti e fanno domande strane, ma sono presenti. Dispensano consigli e antichi detti che ci prendono. Se solo i più giovani li ascoltassero…
Il mistero. Mica deve esserci per forza un perché in tutte le cose. E se i pesci davvero iniziassero a parlare e a comunicare con gli esseri umani? E se gli abissi marini fossero abitati realmente da strane creature primitive e vecchi gaga’ in giacca a righe?
Come vorrei essere Ponyo che corre all’impazzata sulle onde gridando a squarciagola il nome di Sosuke.
La scena più commovente del film.


WHERE THE WILD THINGS ARE

31 Marzo 2009

Ecco cosa succede quando si mettono insieme la fottuta genialita’ di Spike Jonze e un classico della letteratura per ragazzi.

Bellissimo, lo so gia’.

Il sito ufficiale del film.


L’ELEGANZA DEL RICCIO

30 Marzo 2009

L'eleganza del riccio

L’eleganza del riccio di Muriel Barbery
E/O 2007, 15.30€

Ci sono dei libri che ci si sente quasi costretti a leggere. Grande pubblicita’, tanto parlare in ufficio, li vedi in mano alla piu’ parte  dei passeggeri della metropolitana, leggi recensioni ovunque…insomma quel che si dice, con orrido inglesismo, un MUST!

In realta’ questi successoni di massa mi hanno sempre deluso, almeno in parte. Era accaduto con Il Cacciatore di Aquiloni e si ripete oggi con L’eleganza del riccio, successo bibliografico del passato anno.

La storia appare semplice: una portinaia di un palazzo signorile di Parigi, intelligente e colta malgrado le apparenze di donna semplice, cerca di tenere celato il segreto del proprio acume sforzandosi di apparire cosi’ come gli eleganti e raffinatissimi condomini si aspettano sia una portinaia.
Ma la corazza di Renée inizia a incrinarsi all’arrivo di Monsieur Ozu, nuovo inquilino del palazzo il quale, complice il classico Anna Karenina, intuisce di avere una portinaia decisamente fuori dal comune.
A questi due personaggi si aggiunge Paloma, dodicenne in crisi con la famiglia e incazzata con il mondo che sceglie di suicidarsi non prima di aver lasciato un prezioso memoriale che spiega i motivi dell’estrema decisione.

Il libro e’ piacevole, i personaggi simpatici e la storia ha un buon grado di coinvolgimento. Da qui a capolavoro ne passa…ma non resta comunque un ricordo negativo.
Ci sono citazioni, si parla di Giappone e tra i protagonisti c’e’ un gatto ciccione di nome Lev: tutti elementi che rendono un libro interessante alla mia lettura.

Ho trovato un po’ fini a se stesse alcune dissertazioni pseudo-filosofiche, anche se credo non abbiano la pretesa di “innalzare” il tono del libro, ma solo di dettagaliare il carattere e il pensiero della portinaia Renée.
Se fossi Muriel riscriverei l’ultimo capitolo. Non e’ sempre necessario aggiungere un dramma per rendere una storia commovente.


NE’ DI EVA NE’ DI ADAMO

17 Marzo 2009

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Ne’ di Eva, ne’ di Adamo di Amelie Nothomb
Voland 2008, 13€

Non mi stanchero’ mai di leggere Amelie Nothomb. Se sapessi scrivere vorrei farlo esattamente come lo fa lei. Scegliendo le stesse parole, usando le stesse metafore.
Questo e’ il quinto libro che divoro in pochi giorni e devo dire che con Stupore e Tremori e’, per il momento,  il mio preferito.

Amelie racconta del suo  ritorno nella terra che ama, il Giappone, e della relazione intensa e particolarissima con Rinri, un giovane di buona famiglia al quale impartisce lezioni di francese.

Leggere questo libro e’ stato come buttarsi in bocca uno di quei cioccolatini a palla della Lindt. L’involucro di cioccolato esterno e’ delizioso e non puoi fare a meno di goderlo con tutti i sensori di gusto presenti nella bocca. Sei gia’ appagata dal sapore incredibile, ma non sai che il meglio deve ancora arrivare. E’ solo quando arrivi alla fine che capisci il senso dell’involucro esterno di cioccolato. Quando il ripieno dolcissimo e fresco ti si scioglie in bocca e non puoi rassegnarti al fatto che e’ finito e ti consoli con gli ultimi atomi di cioccolato rimasti attaccati alle papille.

Il ritmo e’ serrato, il racconto leggero e alcune descrizioni del Giappone sono incredibilmente vicine a quello che il mio immaginario puo’ elaborare di questo incredibile paese. Amelie ha vissuto davvero queste incredibili esperienze (la scalata di corsa del Fuji, la notte all’addiaccio, la fuga dall’innamorato) o sono frutto di un’eccezionale immaginazione e talento narrativo? Propendo per la prima e per questo la amo incondizionatamente.


NELLE TERRE ESTREME

8 Marzo 2009

Nelle Terre Estreme
Nelle Terre Estreme di Jon Krakauer
Corbaccio Ed. 2008, 14.11€

Il libro di Krakauer ricostruisce la storia di Chris  McCandless, divenuta famosa grazie al film di Sean Penn, Into the wild, del 2007.

L’autore ricostruisce gli ultimi tre anni di vita di Chris, dopo la decisione di lasciare la propria famiglia e devolvere tutti i suoi averi alla Oxfam. Tre anni di cammino attraverso l’America, libero da convenzioni e legami, alla ricerca della natura piu’ incontaminata, fino all’Alaska, il luogo dove Chris trovera’ la morte per avvelenamento.
Krakauer si avvale delle  testimonianze di persone che Chris ha incontrato durante il suo lungo pellegrinaggio e le completa con il diario del ragazzo, ritrovato nel bus che ha offerto rifugio negli oltre 100 giorni trascorsi in Alaska prima della morte sopraggiunta nell’Agosto 1992.
Krakauer cerca l’oggettivita’ assoluta e lascia al lettore decidere se Chris fosse un Viaggiatore idealista alla ricerca della natura assoluta, della bellezza e liberta’, o se si trattasse di un povero pazzo e imprudente partito totalmente impreparato per un’avventura di cui ha sottovalutato scioccamente la pericolosita’.

In realta’ si capisce bene da che parte stia l’autore e alcune pagine dedicate a storie simili a quella di Chris, sottolineano di come il ragazzo sia stato in realta’ vittima piu’ della sfortuna che della sua stessa incoscenza.

Questa storia mi ha colpito molto. Non si tratta solo di una storia triste, ma c’e’ qualcosa di romanticamente affascinante nel desiderio di Chris di cercare qualcosa che va al di la’ della nostra comprensione. Un obiettivo che solo lui poteva conoscere e che non ci e’ dato di scoprire dalle pagine di Krakauer. Una meta che Chris sembra aver raggiunto dopo circa due mesi di permanenza in Alaska, quando alcune sue note sembrano manifestare il suo desiderio di tornare alla civilta’. E’ la sfortuna a impedire al giovane di tornare dalla sua solitudine e a condurlo alla morte.
Ho sottolineato molti passaggi lungo la lettura, sia frasi di Chris, sia sue citazioni di autori a lui cari; questa lettera inviata al vecchio amico Ron dice molto su cosa ha spinto Chris al suo viaggio:

…Vorrei ripeterti di nuovo il consiglio che gia’ ti diedi in passato, ovvero che secondo me dovresti apportare un radicale cambiamento al tuo stile di vita, cominciando con coraggio a fare cose che mai avresti pensato di fare o che mai hai osato. C’e’ tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perche’ e’ condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realta’ per l’animo avventuroso di un uomo non esiste piu’ nulla di piu’ devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona e’ la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia piu’ grande dell’avere un orizzonte in continuo cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso. Se vuoi avere doi piu’ dalla vita, Ron, devi liberarti della tua inclinazione alla sicurezza monotona e adottare uno stile piu’ movimentato che al principio ti sembrera’ folle, ma non appena ti ci sarai abituato , ne assaporerai il pieno significato e l’incredibile bellezza…
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