FALCE E CARRELLO

29 Ottobre 2007

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Falce e Carrello di Bernardo Caprotti
Marsilio 2007, 13.50€

Non mi e’ mai piaciuto fare la spesa alla Coop. Sara’ che non mi ha mai convinto questa formula della cooperativa, oppure il fatto che anni fa i supermercati Coop erano davvero dei luoghi di una tristezza smisurata, fatto sta che io non mi sono mai sognata di associarmi alla Coop.

Fin dai 19 anni ho stretto un legame affettivo con i supermercati Esselunga. Nel 1990 sono andata a vivere da sola a Milano e il supermercato in via Bergamo e’ subito diventato il punto-spesa della nostra casa di studentesse. Piccolo, ma ordinato e fornitissimo. Ho fatto la spesa li’ per almeno quattro anni e, quando per motivi di lavoro mi sono trasferita a Bologna nel 1996, non ho trovato la stessa familiarita’ tipica di supermercato di quartiere da nessun’altra parte. Tantomeno alla Coop, che, come si puo’ immaginare, a Bologna andava e va ancora per la maggiore.

Per fortuna neanche Ninno ha mai amato le coop, cosi’ ci allungavamo fino all’Euromercato per fare la spesa. Almeno fino a quando non hanno aperto l’Esselunga a Bologna. Me lo ricordo ancora. Ero felicissima perche’ era proprio vicina a casa nostra. Noi eravamo in Via Toscana e il superstore era a San Vitale. Bello, enorme, fornitissimo. Ho tirato un sospiro di sollievo.

Ora dopo tanti anni a Milano, sono ancora cliente dell’Esselunga, un po’ per abitudine, un po’ per pigrizia, anche se devo dire che da due anni a questa parte trovo che la qualita’ del fresco (frutta e verdura) sia decisamente peggiorata. Non lascio comunque l’Esselunga perche’, pur avendo provato altri supermercati, non riesco a trovare la qualita’ che vorrei. Sto parlando di mele che sanno di mele, pomodori che non si sfaldano sotto le dita e cosi’ via. Tra tante opzioni mediocri, scelgo quella che ritengo migliore e alla quale sono piu’ affezionata. Logico.

La Coop continua a insospettirmi.

Il libro di Bernardo Caprotti, Mister Esselunga, e’ un libro leggerissimo nel peso fisico (circa 90pag scritte di suo pugno), ma un vero macigno d’accusa contro il sistema coop in Italia. Caprotti e’ lucidissimo nel ripercorrere le tappe dell’espansione dell’Esselunga in Italia e racconta con dovizia di particolari (nomi, documenti, piantine) pressioni e situazioni subite dalle coop al fine di impedire l’insediamento di Esselunga in alcune aree del centro-nord Italia (Emilia, Toscana e Liguria).

Se di sana concorrenza si trattasse, ben venga direi. Ma pare che cosi’ non sia, visto che le coop godono di un regime fiscale agevolato e di “aiuti” statali e politici ai quali i concorrenti non hanno accesso.  Caprotti, infatti, racconta la sua storia, ma e’ ben facile immaginare come lo stesso trattamento ostracistico sia stato riservato anche a grandi altre catene alimentari straniere. Naturalmente si tratta di una verita’, un lato della medaglia, ma quello che e’ certo e’ che il sistema vigente rappresenta un freno alla libera concorrenza di mercato a favore di un unico attore, la coop.

E in questa bagarre chi ci smena? Proviamo a indovinare?


THE NUMBER 23

29 Ottobre 2007

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The Number 23 di Joel Schumacher (2007)

Gli elementi per un film interessante c’erano tutti: Jim Carrey in un ruolo drammatico (ruoli in cui di solito da’ il meglio di se’), film thriller basato su un’insana ossessione per i numeri, un regista di filmoni ollivudiani di successo.

In realta’ il film e’ una delusione ed, effettivamente, andando a scavare nel curriculum di Joel Schumacher non ho trovato neanche un film di mio gradimento, forse salverei solo Un Giorno di Ordinaria Follia con Michael Douglas che impazzisce e fa strage per le strade di LA…carino…ma per il resto…oddio!

In questo film, Jim Carrey interpreta un accalappiacani che nel giorno del suo compleanno viene morso da un cane misterioso che si rivelera’ avere un ruolo fondamentale nella storia, ma e’ impossibile capire quale!

Carrey riceve in regalo dalla moglie un libro amatoriale che narra la storia di un uomo, Fingerling (!) , ossessionato dal numero 23, numero che sembra governare ogni evento della sua vita. Leggendo il libro, il protagonista scopre di avere molte affinita’ con Fingerling e inizia a convincersi che il numero 23 ha un’influenza diabolica sulla sua esistenza.

Abbastanza intuibile il finale che non desta nessuna sorpresa o suspance nello spettatore, anzi sono stata molto vicina all’abbiocco in piu’ momenti.
Jim Carrey/Fingerling sex-symbol tutto tatuato e’ davvero poco credibile e tutta la storia davvero deboluccia.

Noioso e si merita il boxoffice scarso che ha avuto!


PAPRIKA – SOGNANDO UN SOGNO

29 Ottobre 2007

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Paprika – Sognando un sogno di Satoshi Kon (2006)

Un film sicuramente da rivedere Paprika. Perche’ e’ un film complesso, visivamente strabordante, una gioia per gli occhi e per le orecchie (incredibile colonna sonora!). C’e’ troppo…. e spesso non si riesce a stare dietro a una trama fittissima e non certo banale.

Si, e’ un film da vedere e rivedere per gustare appieno la sua bellezza e complessita’, ed e’ un vero capolavoro. Dopo Tokyo Godfathers, Satoshi Kon cambia direzione e lascia le tematiche relative ai rapporti interpersonali e all’esplorazione dei desideri umani, per addentrarsi nel subconscio onirico di ognuno di noi.

Paprika e’ il nome della protagonista del film, che in realta’ non e’ un personaggio in carne ed ossa, ma l’alter ego onirico di Chiba Atsuko, una psicoterapeuta che grazie al DCMini, una macchina in grado di controllare i sogni, riesci a materializzarsi e vivere i sogni altrui per scopi terapeutici.
Ma il DCMini si puo’ rivelare un apparecchio estremamente pericoloso se a usarlo e’ qualcuno che ha l’obiettivo di controllare i sogni altrui ed e’ qui che ha inizio la storia di Paprika.

Una storia che coinvolge Chiba/Paprika, il professore, un poliziotto, l’invontore del DCMini e tantissimi altri protagonisti.
Molto raffinate le citazioni cinematografiche presenti in tutto il film e assolutamente coinvolgente ogni scena che vede protagonista la parata felliniana composta da mille personaggi di fantasia.

Una vera chicca. 


L’ARTE DEL SOGNO

24 Ottobre 2007

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L’Arte del Sogno di Michel Gondry (2007)

Puntualizziamo subito: il mio amore per Michel Gondry e’ incondizionato. Punto. Se anche vi fossero in circolazione i filmini fatti da lui della recita del figlio a scuola, io li acquisterei subito a scatola chiusa. E’ per questo che non ho esitato a spendere 20,99€ per l’edizione speciale a due dischi di L’Arte del Sogno, il suo film uscito quest’anno.

I film di Gondry non si possono raccontare a parole: visioni, fantasia, sogno si mescolano alla realta’ e a un’ironia molto particolare. Nonostante questa impronta fantastica, si tratta alla fine di storie incredibilmente vere. Come pure realistici sono i personaggi, sempre azzeccatissimi.

Qui Gael Garcia Bernal (sempre piu’ bravo) e’ Stephane, un giovane messicano di origini francesi che torna a Parigi dopo la morte del padre. Stephane e’ vittima di un disturbo (se cosi’ vogliamo chiamarlo) legato al sonno e ai sogni che non gli consente di distinguere nettamente i momenti di veglia dalle fantasie oniriche.

Stephane conosce a Parigi Stephanie, sua vicina di casa, sensibile e anch’ella dalla fervida immaginazione, e se ne innamora.
Questa passione scatena l’attivita’ onirica di Stephane, che nei suoi sogni vive sentimenti di rifiuto, abbandono e lontananza a dimostrazione di un’incredibile desiderio di sentirsi amato.

Come Eternal Sunshine, anche L’Arte del Sogno e’ una storia d’amore, particolarissima, delicata e con momenti di grande poesia.

Per gli amanti di Gondry, o solo per chi ne vuole sapere di piu’:

qui il trailer del suo prossimo film Be Kind Rewind con un grandissimo Jack Black
qui il suo sito con biografia e opere
qui una chicca: un corto di 2′ che vede protagonista Jim Carrey…e Elvis!


KYASHAN LA RINASCITA (CASSHERN)

23 Ottobre 2007

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Kyashan, La Rinascita (Casshern) di Kazuaki Kiriya (2004)

In Italia il film e’ uscito solo a fine 2006 e, naturalmente, si e’ trattato di un evento per pochi intimi. Ne avevo sentito parlare e avevo inserito questo titolo nella mia lista dei “must see“, cosi’ giovedi’ scorso, quando l’ho adocchiato nel cestone dell’Esselunga a 7,90€ non ho esitato a fare questo investimento.

L’edizione del dvd e’ sicuramente cippettona, ma il film merita, soprattutto se si e’ stati degli amanti del cartone animato anni ‘70 Kyashan, Il Ragazzo Androide. Io ne andavo pazza, anche se forse ero ancora troppo piccola per comprenderne tutti i messaggi politici e sociali, ben evidenti anche nel film.

Il film e’ tutto da godere dal punto di vista visivo; uno stile molto jap, ma avvincente e appropriato anche per un palato piu’ occidentale. Non vedevo il cartone da 30 anni, ma alcuni elementi del film me lo hanno riportato violentemente alla memoria, specialmente i robottoni cattivi, incredibilmente fedeli alla versione animata. Alcuni elementi del cartone che ricordavo meglio si sono invece persi nella trasposizione cinematografica, mi riferisco al cane robot (il mio personaggio preferito!) e al ruolo della mamma-cigno di Kyashan.

Nessun pentimento per aver incluso questo film nella mia collezione di dvd!


[REC]

23 Ottobre 2007

Non conosco il regista (Darkness e Fragile), ma il trailer spinge un tot. In uscita nel 2008.


UNA NUOVA SCIMMIA: PHANTOM HOURGLASS

22 Ottobre 2007

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The Legend of Zelda: Phantom Hourglass. Appena ho visto la pubblicita’ in TV mi e’ venuta un’incredibile voglia di ricominciare a giocare a Zelda. Il “tap tap” dei piedini di link e’ stato un richiamo irresistibile.Ho espresso questo desiderio a Ninno e lui mi ha portato a casa il gioco venerdi’ sera.

E’ ancora presto per dare un’opinione esaustiva, ma posso affermare con tranquillita’ che si tratta di un gioco eccezionale. Il gameplay sfrutta egregiamente le caratteristiche della console e l’uso del touch screen e’ per il momento divertentissimo (come segnare gli appunti sulla mappa!).

Per ora mi sto dirigendo verso l’Isola Cannone. Vediamo cosa mi riserva il mio viaggio.


EDUCAZIONE DI UNA CANAGLIA

19 Ottobre 2007

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Educazione di una canaglia di Edward Bunker

Einaudi 2002, 15.50€

E’ un libro che avevo in casa da almeno cinque anni, ma che non ho mai preso in mano perche’ poco ispirata. Poi ho visto Bunker in TV e sono stata incuriosita dal suo personaggio e dalla sua storia, degna di essere soggetto di un film Hollywoodiano.

In Educazione di una Canaglia, un Bunker gia’ famoso e maturo, racconta la sua vita, o meglio, gli anni della sua vita spesi nelle prigioni della california tra cui Folsom e San Quentin, il penitenziario dove Bunker ha passato il periodo piu’ lungo dei suoi 14 anni di detenzione.

Con uno stile asciutto e personalissimo, lo scrittore racconta i periodi piu’ bui della sua vita a partire dalla difficilissima infanzia, trascorsa in istituti di detenzione e recupero, fino al riscatto finale possibile grazie alla sua passione per laeddie.jpg letteratura e i libri.

Nonostante le sue debolezze, l’aggressivita’ e gli errori, tutti descritti con grande oggettivita’ e sincerita’, non e’ possibile non amare questo personaggio. Non e’ possibile non essere dalla sua parte anche quando disperato impugna una pistola per commettere una rapina, o decide di ricattare tutti i papponi di LA. Duro, ma non per questo insensibile, Bunker si rivela un uomo dotato di un’incredibile forza di volonta’ e voglia di riscatto nonostante la vita non sia stata affatto generosa nei suoi riguardi.
Il retrocopertina definisce il libro “un affresco rude e antiromantico“, ma a mio avviso Bunker e’ un eroe assolutamente romantico e lo dimostra nell’ultimo capitolo quando, ormai sessantacinquenne, getta uno sguardo sereno al suo passato senza rimpiangere o rinnegare nulla, ma consapevole di essere stato in grado di crescere un fiore di loto dalla melma. Questo capitolo e’ incredibilmente pieno di vita, ottimismo e gratitudine, nonostante la terribile malattia che lo avrebbe condotto alla fine avesse gia’ fatto la sua comparsa.

Bunker e’ venuto a mancare due anni fa, aveva 72 anni. Negli ultimi anni della sua vita ha collaborato con il cinema come sceneggiatore e come preparatore e consulente per alcuni film d’azione (vedi The Heat con De Niro e Pacino). E’ apparso anche in molti film in ruoli minori; indimenticabile la sua interpretazione di Mr Blue nel Le Iene. Tarantino ha pensato quel cameo apposta per Bunker, di cui era grande fan. Qui biografia e opere di Bunker.

Diciasette anni, sei romanzi non pubblicati, decine di racconti non pubblicati, senza vedere una sola parola stampata su una pagina. La scrittura era diventata la mia sola possibilita’ di uscire dal pantano in cui era scivolata la mia vita. Avevo perseverato anche quando la candela della speranza si era completamente consumata. Avevo perseverato per abitudine, perche’ non avevo la minima idea di che altro avrei potuto fare. Oggi, in ventiquattr’ore, nel tempo di una telefonata, una delle riviste piu’ prestigiose d’America e un editore di qualita’ avevano accettato di pubblicare il mio sesto romanzo.
….
Il mondo avrebbe letto le verita’ che scrivevo. Avrei fatto nascere un fiore di loto dalla melma. Questi sogni avevano diciasette anni, quattordici dei quali trascorsi dietro le mura sinistre della prigione. Ero contento, certo, ma il tempo aveva appannato la lucentezza del sogno. Non avevo alcuna idea di cio’ che mi riservava l’avvenire, tranne il fatto che avrei seguitato a scrivere. Mi ero gia’ imbarcato in un altro romanzo.
Quella notte, nella mia cella, provai a risuscitare gli stessi sogni di un tempo. Restarono opachi, privi di luce. La verita’ dei venticinque anni a venire sarebbe stata ben piu’ grandiosa, per molti versi, delle mie visioni di quarantacinque anni fa. Il sogno si e’ avverato, al di la’ delle mie speranze. I miei quattro romanzi seguitano a essere pubblicati in nove Paesi, e il primo, Come una bestia feroce, continua a essere ristampato venticinque anni dopo la sua prima edizione. Non c’e’ dubbio: un fiore di loto e’ nato dalla melma. E seguita a crescere.


MA CHE MINKIA E’ SUCCESSO A CRAIG DAVID

19 Ottobre 2007

Vedo solo ora per la prima volta il nuovo video di Craig David, Hot Stuff.

Ma e’ davvero lui quello nel video!?!?

Gonfiato e intamarrito, e’ quasi irriconoscibile.
La canzone si basa sul campionamento di Let’s Dance, una delle mie preferite di David Bowie, canzone gia’ perfetta cosi’ come e’ stata concepita e impossibile da migliorare o aggiornare (e’ ancora attualissima 20 anni dopo!).
Il video e’ un copia e incolla di un celeberrimo video di MC Hammer, You can touch this: stesse scenografie, stesse coreografie, anche i costumi sono identici!
Non e’ che Craig David mi abbia mai fatto impazzire, ma non posso negare di aver gradito in passato alcuni suoi pezzi (I’m walking away la mia preferita) e il suo look pulito, da bravo ragazzo, ma con l’aria furbettina di chi la sa lunga.

Mah…….lo star system fa male….


NEL FUOCO UN’ALTRA IMMAGINE MIRACOLOSA

17 Ottobre 2007

Dopo l’immagine di papa Giovanni Paolo II, un’altra apparizione misteriosa durante un falo’:

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