CRESTE DA NOVANTA, ANZI DA ‘80

18 Maggio 2007

Abbiamo parlato di alcune baby-star anni 80, quindi per par-condicio, ecco uno spazio dedicato a due giovani idoli delle teenager della prima meta’ degli anni Ottanta: Nik Kershaw e Limahl, cantante del gruppo KajaGooGoo.

Non e’ difficile capire che ad accomunare i due non sono certo le abilita’ canore o musicali in genere, ma il fatto di usufruire delle prestazioni dello stesso parucchiere: Il Paradiso del Cane. Scherzi a parte, l’acconciatura da gallo cedrone era tipica di quegli anni; maestro indiscusso del taglio il mitico tastierista dei Duran Duran, Nick Rhodes, che una volta adottata la cresta platinata, non se ne e’ piu’ separato. Tra l’altro Nick Rhodes e’ stato il talent scout che ha scoperto e lanciato i Kajagoogoo. Un lancio un po’ stitico visto che il gruppo ha inciso tre album in tre anni, dopodiche’ sono usciti ben 4 raccolte (differenziate!?) di singles, best of, very best of, super-extra best, etc…

Detto cio’, faccio mea culpa battendo il pugnetto sul petto e confesso che Nik Kershaw mi piaceva un bel po’. Soprattutto nel video di The Riddle, vagamente ispirato al mondo di Alice di Lewis Carrol. Limahl, no, non mi e’ mai piaciuto. Troppo tamarro anche per gli anni 80, eppoi ci ha veramente sfranticato i timpani nel 1984 con la colonna sonora di Never Ending Story. Per fortuna la sua storia una fine ce l’ha avuta.

Curiosita’: i due soggetti sono ancora belli pimpanti e attivi nel campo della musica. L’unica cosa che li distingue oggi e’ quello che una volta li avvicinava: il look. Mentre Nik ha adottato uno stile che definirei Stinghiano (total black e capello a zero), Limahl e’ la bruttacopia di se stesso vent’anni fa, con la solita zazzera ossigenata e sguardo ammiccante (e siamo alla soglia dei 50 anni, he!). Penoso.

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Wouldn’it Be Good 1984

Too Shy 1983


THE TEXAS CHAINSAW MASSACRE. THE BEGGINNING

17 Maggio 2007

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The Texas Chainsaw Massacre di Jonathan Liebesman (2006)

E’ piacevole ogni tanto passare una serata in compagnia di una simpatica famiglia di pazzi assassini, mentecatti, deviati, cannibali e smembratori di giovani ragazze innocenti.

Il film non tradisce le aspettative degli amanti del genere sagueemmerda all’americana: Leatherface e’ tornato (anzi, si tratta di un prologo) e ne ha per tutti. Quasi commovente la scena in cui lo zio lo invita ad usare la motosega su un motociclista sborone capitato nel posto sbagliato. Leatherface esita, non e’ sicuro delle sue azioni, ma una volta provata la furia distruttiva del mezzo ci prende gusto e non se ne separera’ piu’.

Inutile dire che non si salva nessuno.

Sconsigliato ai deboli di stomaco. 


SGALLETTATE ANNI 80

14 Maggio 2007

Paris, Hilary, Britney per favore nascondetevi!

E’ facile fare le baby-dive nel nuovo millennio: gli stilisti piu’ alla moda a disposizione, chirurgia plastica all’occorrenza, sofisticate tecniche audio che camuffano anche le stecche piu’ stridenti, e ancora: visagisti, costumisti, personal trainer, parrucche e parrucchier. Per non citare Photoshop: la grande invenzione che ha rivoluzionato i canoni della moderna bellezza.

Le baby-starlettine anni 80, loro si’ che ci sapevano fare. Gorgheggi, ancheggiamenti e quel pizzico di malizia che basta (..a far accapponare la pelle). E soprattutto si mostravano cosi’ come effettivamente erano: acqua e sapone. La guancia paffuta, il capello crespo, la pelle acneica e il culo a mandolino.

Tra tutte vi presento due meteore che meritano il loro spazio in questa rubrica:

Debbie Gibson, adorabile biondina cotonatissima che a soli 16 anni e’ divenuta la piu’ giovane autrice/cantante ad esordire al n.1 in USA con un singolo. Di seguito il primo video approdato in Italia: Only in my dreams (1987). Il look proposte dalla Gibson nel video e’ palesemente di epoca Madonniana post-like-a-virgin: frangettone spazzolato in avanti, tulle colorato nei capelli, guantino da operatore ecologico e bolerino della sorellina minore. Coreografia con saltelli sincopati e scodinzolamento di testa a cura della Cuccarini dell’era Fantastico.

Tiffany e’ la seconda baby cantante presentata oggi. In sostanza e’ la risposta racchia a Debbie Gibson. Anche lei nel 1987 ha sfornato un top single dal titolo I Think We’re Alone Now di cui vi propongo il video. Impossibile non ricordarsela. Come pure impossibile non ricordare la sua chioma fulva e il suo look un po’ sfatto: maglione oversize e jeans della nonna, gonnellone e giubbino jeans slavato. Al giorno d’oggi una conciata cosi’ la vedi solo ai semafori di Buccinasco intenta a spolverarti i fanali della macchina.


THE PRESTIGE

14 Maggio 2007

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The Prestige di Christopher Nolan (2006)

Bellone questo The Prestige di Nolan. Nulla di fantasmagorico he, non certo il “capolavoro” che qualcuno ha tentato di spacciare, ma ben fatto, trama avvincente, cast stellare e final surprise (fin troppo prevedibile, ma ci sta).

Il film narra la storia di due illusionisti che si fronteggiano a suon di trucchi e giochi di prestigio al fine di scoprire chi di loro e’ il mago piu’ abile. Il Grande Danton (Hugh Jackman) ha classe e grinta, Il Professore (Christian Bale) ha talento e fantasia e riesce a mettere in iscena il numero piu’ strabiliante di tutti i tempi: il trasporto umano.

E sara’ proprio il prestigio che si cela dietro questo numero a rappresentare l’ossesione e la rovina del Grande Danton, disposto a tutto pur di carpire il segreto al rivale e superarlo.

Ninno l’ha trovato noioso e inutile, io una storia intrigante e capace di tenermi desta per quasi due ore (e ce ne vuole), quindi lo raccomando a tutti.


SOLITE CIALTRONATE INFORMATIVE

8 Maggio 2007

Ore 18.57 il sito di repubblica.it riporta un’inquietante notizia dell’ultim’ora:

“California, spara per la playstation.
Un morto e due feriti nel campus”

Il messaggio urlato in homepage e’ forte e chiaro: morti e violenza a causa dei videogiochi.
Peccato che all’interno dell’articolo non vi sia il benche’ minimo riferimento al fatto che i videogame siano la causa scatenante della follia omicida.

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MA LE BOND GIRLS NON ERANO TUTTE GNOCCHE?

8 Maggio 2007

Il corriere.it da’ per certa la partecipazione di Amy Winehouse al prossimo film di James Bond.
Vabbe’ avra’ una particina di contorno, una cameo….invece no! Sara’ la nuova protagonista femminile, la bond girl per intenderci.

Certo che i tempi cambiano, e non sempre si e’ testimoni di un’evoluzione per il meglio. Da che mondo e’ mondo, la bond girl rappresenta l’oggetto del desiderio di quello sciupafemmine di James Bond, la bonona (spesso cattiva) che gli fa perdere la testa e che lui puntualmente si strapazza tra lenzuola di seta e con un calice di sciampagn sul comodino. La bond girl puo’ essere angelica e raffinata o diabolicamente seducente, ma e’ sempre gnocca per definizione. Penso a Ursula Andress e Britt Ekland, Barbara Bach, Carole Bouquet, la felina Grace Jones e le piu’ recenti protagoniste: Eva Green, Sophie Marceau e Halle Berry.

Cosa c’entra quel ragno di Amy Winehouse con tutto questo? Eleganza, bellezza e seduzione non sono termini che potrei mai associare a questa donna, portatrice di un cognome che le calza a pennello, vista la sua inclinazione alla facile sbronza.

Barbara Broccoli, produttrice del film, ha dichiarato che e’ arrivata alla scelta di Amy Winehouse dopo aver sentito il disco e visto il video; beh, Barbara, la prossima volta fatti anche un giro su internet prima di prendere simili cantonate!

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MC HAMMER – CAN’T TOUCH THIS

7 Maggio 2007

Come non ricordare con nostalgia questo personaggio sola dell’hip hop anni 80/90? In realta’ il singolo You Can’t Touch This e’ del 1990, quindi non rientrerebbe nella rubrica 80 Nostalgia, ma le cotonature delle ballerine, gli shorts da ciclista di lycra lucida e il pantalone da odalisca che tanto piaceva a Dan Harrow e Baltimora non possono non essere ricordati in questo breve spazio. Scaldate i muscoli e lanciatevi in un ballo scatenato (adoravo questo pezzo…)

Beh, visto che l’ho citato a ’sto punto beccatevi Baltimora che canta Tarzan Boy, truccato come Jane e dimenandosi come Cita colpita dal fuoco di S. Antonio. Correva l’anno 1985.


IL LABIRINTO DEL FAUNO

7 Maggio 2007

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Il Labirinto del Fauno di Guillermo del Toro (2006)

Finalmente. Lo attendevo con ansia questo Labirinto del Fauno. In Italia e’ passato in sordina, poi candidato a sei premi Oscar se ne e’ portati a casa ben tre (miglior scenografia, miglior fotografia e miglior trucco) secondo solo a The Departed di Scorsese. Hai detto cotica….

Il film non ha tradito le aspettative, anche se si e’ rivelato diverso dal genere che mi aspettavo: piu’ fantasy.

In realta’ si tratta di un film che mescola sapientemente diversi elementi: l’ambientazione storica (siamo nella Spagna del 1944), una vicenda umana dura e realistica (una madre costretta a risposarsi con un atroce comandante di cui aspetta il figlio), e i sogni fantastici di Ofelia, una bambina che crede di essere la principessa scomparsa del regno sotterraneo.

Non e’ una fiaba fantasy, e soprattutto, non e’ un film per bambini. La cruda violenza dimostrata dal comandante Vidal (il sangue scorre a fiumi) viene contrapposta all’incredibile mondo generato da Ofelia e popolato da creature fantastiche, fra tutte il Fauno, orrido e affascinante allo stesso tempo.

Non raccontero’ oltre la trama che intreccia fantasia a storie di personaggi ben costruiti e credibili. Mi limito a consigliare questo film a tutti gli amanti dei film in cui il fantastico gioca un ruolo di primo piano.