METAFISICA DEI TUBI

20 Aprile 2007

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Metafisica dei Tubi di Amelie Nothomb

Voland (2002), 11€

Avevo davvero voglia di leggere un libro di Amelie Nothomb; dopo averla vista una sera in TV, ospite della trasmissione Le Invasioni Barbariche, ho iniziato a provare una fortissima curiosita’ per questo personaggio dall’aspetto di folletto.

Non sono rimasta delusa e presto leggero’ altri libri di Amelie.

Metafisica dei Tubi e’ la narrazione, fantastica e surreale, dei primi tre anni di vita della scrittrice in Giappone. Per i primi 24 mesi Amelie vive nella piu’ completa passivita’: mangia, dorme ed espleta le normali funzioni biologiche di un bambino, ma non compie altre azioni. Nessun tipo di attivita’. Non parla, non piange, non reagisce agli stimoli. Sta, e guarda il soffitto. Amelie e’ un tubo: passivita’ assoluta, inerzia fatta bambino.

Sara’ il cioccolato offertole dalla nonna a risvegliare i suoi sensi e farle scoprire il piacere e la voglia di interagire con il mondo circostante. Il racconto che segue questa rivelazione e’ ironico, divertente, e non privo di pagine di poesia. La descrizione del mondo fatta da una bambina che percepisce se stessa come divinita’ posta al centro del mondo stesso in cui vive.

Consigliato a chi ama le letture non convenzionali.


EIGHTH WONDER – STAY WITH ME

19 Aprile 2007

Ho deciso di inaugurare una nuova categoria: 80 NOSTALGIA.

Sono orgogliosa di essere una figlia degli anni Ottanta e voglio celebrarne il mito con una galleria di video musicali dell’epoca. La musica del decennio era terrificante: campionature scadenti, basi musicali da organetto Bontempi e sound ammorbante, ma…. c’erano i VIDEO. Con i video e’ cambiato tutto: l’attenzione si e’ spostata dalla musica all’immagine (per fortuna!) e nasceva il mito del look.

Il look anni ‘80, che dire? Terrificante.
Spalline modello Mazinga, fluo in abbondanza, leggings (e qui cadono i corsi e ricorsi modaioli), pantaloni con le ghette (quelli capaci di fare le gambe-a-tronco anche e Withney Huston), fasce e fiocchi per capelli, cotonature ai limiti della legge.

sigh

Oggi propongo il video che ha lanciato nel firmamento del nulla musicale Patsy Kensit, novella B.B. britannica, piu’ nota per aver mostrato una zinna a Sanremo che per le sue doti canore.
Ma un talento non e’ certo mancato a questa ragazza: saper impalmare nomi illustri della musica uk. Infatti la bionda Patsy e’ stata moglie di Jim Kerr e di uno dei Gallagher (probabilmente nemmeno lei ha mai capito chi) dal quale ha avuto un figlio, Lennon, ribattezzato piu’ tardi John Lennon (sembra una stronzata, ma e’ tristemente vero).

Comunque eccola qui nella sua forma migliore, starlettina degli Eight Wonder, dimenarsi in micro-minigonne, cantando Stay with Me. Correva l’anno 1985.


CLERKS 2

15 Aprile 2007

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CLERKS II di Kevin Smith (2006)

Preso per intrattenere me stessa durante una seratina solitaria e un po’ trista.

Un po’ mi ha deluso. Clerks e’ uno dei film che mi ha fatto piu’ ridere in assoluto e questo secondo episodio non e’ all’altezza del precedente. Pero’ e’ divertente e strappa qualche risata. Avrei dovuto vederlo in versione originale, ma ero troppo svogliata per concentrarmi sulla traduzione, cosi’ ho lasciato perdere.

Le scene con il mulo sono le piu’ divertenti.

E Rosario Dawnson e’ talmente bella da far dimenticare a chi la guarda che si chiama come un portuale palermitano.

Randal Graves: You’re in the bestiality business.
Sexy Stud: Hey. Fucko. We like to call it inter-species erotica.
Randal Graves: Intriguing.


IL VICERE’ DI OUIDAH

13 Aprile 2007

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Il Vicere’ di Ouidah di Bruce Chatwin

Adelphi 1997, 7€

Prima di leggere un libro di Chatwin bisogna ricordarsi di preparare lo zaino ed essere pronti a viaggiare nello spazio e nel tempo.

Con Il Vicere’ di Ouidah si parte per l’Africa del secolo scorso, piu’ precisamente per il Dahomey, l’attuale Benin. Si tratta della biografia (romanzata) di un personaggio realmente esistito: Dom Francisco da Silva. Dom Francisco giunge in Africa nel 1800 circa e costruisce un suo personale impero grazie al commercio degli schiavi con le Americhe e ai favori del sanguinario re del Dahomey, di cui diventa fratello di sangue.

La storia di Dom Francisco prende il via dalla tradizionale riunione che ogni anno raduna tutti i suoi discendenti (ormai sempre piu’ scuri di pelle) per commemorare la memoria del celebre avo.
Dopo aver costruito un impero, Dom Francisco avverte che la sua vita non e’ completa finche’ non potra’ tornare a passare la sua vecchiaia in Brasile. Ma il rimpatrio non gli sara’ concesso e lui morira’ pazzo a Ouidah.
Vita e opere di Da Silva sono la giusta occasione per rappresentare l’Africa del tempo e Chatwin e’ davvero abile nel trasmettere al lettore odori, colori e suoni e a ricordarne anche le tradizioni piu’ feroci.

Pagine che affascinano e rapiscono; il personaggio di Da Silva e’ rappresentato come un uomo forte, ambizioso e sicuro di se’, che con il passare degli anni cede alla nostalgia per il suo Brasile e al desiderio di una famiglia, istituzione che ha sempre rifiutato unendosi a molte donne e procreando senza vincoli e legami.

Il vigore giovanile si contrappone alla pazzia senile, ma la triste fine di Dom Francisco non ne offusca il ricordo per tutti i suoi discendenti che si ritrovano ogni anno per onorare la sua memoria con una cerimonia a meta’ tra il sacro e il profano.


1 GIUGNO: SAVE THE DATE

11 Aprile 2007

Che bello! anche io faro’ parte della schiera di fan adolescenti del nuovo idolo della pop-gen, Justin Timberlake. 1 Giugno 2007 unica data italiana al Forum di Assago. Le informazioni sul sito di Ticketone mi hanno definitivamente convinto ad acquistare i biglietti per me e Ninno:

JT sarà accompagnato da una band di 14 elementi più alcuni ballerini e si esibirà su un palco ‘in the round’: il palco sarà posizionato al centro della struttura in modo tale da permette un’ottima visuale ad ogni posto grazie anche all’ultima soluzione visiva multimedia a 360°!

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THE DEPARTED

9 Aprile 2007

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The Departed di Martin Scorsese (2006)

Prima o poi si doveva vedere, ma sapevo gia’ che non e’ il mio film.

Nonostante partissi prevenuta pero’ non mi e’ dispiaciuto (certo c’e’ sempre quella mezz’ora di troppo…) e non mi sono neanche abbioccata!

Storia arcinota e a dir poco trita: poliziotto buono che si infiltra nella gang di un malavitoso e poliziotto cattivo che fa la talpa all’interno del dipartimento per lo stesso boss. Buono e cattivo si rincorrono per tutto il film fino allo scontatissimo finale.

Di Caprio e’ meno bamboccio del solito e la scucchia di Matt Damon risulta quasi credibile nel ruolo del poliziotto cattivone. Jack Nicholson e’ sopra le righe di un tot: ormai lui non recita piu’; si diverte a prendere per il culo gli spettatori con queste caricature di personaggi sempre eccessivi che si trascinano in vestaglia e ciabatte e che non vedono da giorni un pettine. Merita una citazione il sempreverde Mark Wahlberg, che io amo ricordare come il rapper sfiguz Marky Mark: in questo film stranamente cela i suoi addominali tartarugati sotto una camicia e un paio di bretelle e veste i panni del poliziotto tosto che-ha-sempre-l’ultima-parola. Lui non recita, ma lo fa il suo ciuffo per lui: guardare per credere!


I FIGLI DEGLI UOMINI

8 Aprile 2007

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I Figli degli Uomini di Alfonso Cuaron (2006)

Non e’ un futuro lontanissimo quello descritto da Cuaron; siamo nel 2027, ma la societa’ rappresentata e’ distante anni luce da quello che noi potremmo pensare un prossimo futuro.

La razza umana si sta estinguendo; la vera piaga del secolo non e’ l’Aids o l’aviaria, ma la sterilita’ che colpisce indistintamente uomini e donne. I paesi piu’ ricchi vengono presi d’assalto da orde di immigrati provenienti dalle regioni del terzo mondo e le conseguenze sono devastanti: regime di chiusura totale e guerriglia urbana nelle zone franche.

In questo angosciante scenario, Theo/Clive Owen deve aiutare una giovane immigrata a raggiungere una fantomatica associazione umanitaria, di cui tutti conoscono il nome, ma nessuno sa dove si trova e chi ne fa parte. L’elemento che conferisce a questo compito un’aurea di sacralita’ e’ il fatto che la giovane Kee e’ incinta e prossima al parto.

Non e’ possibile procedere con la descrizione della trama senza spoilerare, quindi mi asterro’ dal raccontare se Theo avra’ successo nella sua missione. Posso invece confermare che questo Children of Men e’ davvero un bel film, ben girato, con personaggi azzeccati. In uno scenario di guerra e totale disperazione, un bambino rappresenta la speranza della vita che continua nonostante l’angoscia e la desolazione.

Clive Owen mi piace, nonostante la sua mono-espressione da cane mazzulato, in questo film ci sta bene.
Julienne Moore n.c. Viene presentata come co-protagonista del film, ma in realta’ si vede per dieci minuti, provate a indovinare che fine fa?
Michael Caine e’ sempre il solito grandissimo e anche in questo film si esprime al meglio interpretando il ruolo di Jasper, pazzo idealista cannaiolo che vive lontano da tutto e tutti (e anche lui fa una bella fine :) )


CRISTIANO RONALDO vs ALESSANDRO GASSMAN

5 Aprile 2007

La tristezza dei palinsesti di ieri sera e’ stata devastante, tanto da indurmi ad estrarre dall’armadio il polveroso asse da stiro e fare finta di spianare quattro pieghe su T-shirt e pantaloni vari.

Ninno si e’ dedicato alla parita di scempions lig e, mio malgrado, ho subito la scelta rassegnata (mica potevo controproporre Jackie Chen o Un Due Tre Stalla, no?).

Spunti in agguato ovunque…..

Me ne ero gia’ accorta durante i mondiali, ma ieri tra i vapori della stirella, ho avuto la conferma dei miei sospetti: Cristiano Ronaldo e’ fratello (da parte di fava) di Alessandro Gassman. Un filino piu’ tamarro, ma i tratti sono gli stessi, non si puo’ non notare una somiglianza cosi’ marcata.

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Alessandro e’ uno dei miei preferiti, bello come il sole (e anche simpa, he!), abbronzato, sorridente. Un vero peccato che sia impiegato solo per fiction mediocri e particine secondarie in film americani (il cattivone terroncello  di Transporter2).
Fisicamente…beh, c’e’ poco da dire…..anche le tartarughe degli addominali si assomigliano tra loro. Una scelta davvero difficile. Ammetto che entrando e sorteggiando a caso in una stanza buia non mi pentirei comunque della mia scelta.

PS: Ninno se in quella stanza ci fossi tu, ti riconoscerei sicuramente dai frittatoni e sceglierei te!

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PROGETTO MARE DOMANI….PALAFITTA FRA DUE GIORNI

5 Aprile 2007

Ho visto questa pubblicita’ per la prima volta Domenica scorsa su MTV. La prima reazione e’ stata: “che ganzi questi di MTV: ci hanno fatto proprio un bel pesce d’Aprile!”.

Poi ho rivisto la pubblicita’ anche lunedi’, e poi martedi’, e poi anche ieri sera, e allora mi sono detta che non c’e’ proprio niente da ridere. Questi signori sono terribilmente seri e stanno cercando di vendere delle bellissime casette in collina che, grazie all’innalzamento delle acque del Mediterraneo, saranno presto (10-15anni garantiscono) delle ambite abitazioni sul mare.

Urka. Un affare, non c’e’ che dire. Ma se il mare continua a salire, che si fa? Sono gia’ pronti i progetti per la piscina in salotto?
Manderanno le stesse ruspe che hanno spianato il ciuffo del consulente immobiliare?

eppoi mi spiegate che minkia sono le “previsioni cpr“?


NEVE

5 Aprile 2007

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Neve di Orhan Pamuk

Einaudi 2007, 12,80€

Ancora caldo l’entusiasmo per Il Mio Nome e’ Rosso, ho comprato ad occhi chiusi Neve di Orhan Pamuk. Quando leggo un libro che mi appassiona, cerco sempre di leggere qualcos’altro dello stesso autore nel giro di breve. Sara’ la speranza di continuare a vivere storie interessanti o la malizia di cogliere in fallo uno scrittore che ha sfornato una gemma tra altre opere mediocri.

Con Orhan Pamuk non ricadiamo certo nel secondo caso, anche se Neve mi ha catturato in misura minore rispetto al primo libro che ho letto di questo autore (premio Nobel per la letteratura 2006).

Il racconto prende vita a Kars, cittadina turca al confine con Armenia e Georgia, dove avvengono strani suicidi. Alcune ragazze si sono tolte la vita per protestare contro la laicizzazione in atto che le costringe a togliersi il velo per accedere alle aule universitarie. Ka, poeta turco emigrato in Germania, arriva nella cittadina per scrivere un articolo sui recenti fatti, ma si ritrova coinvolto in vero e proprio colpo di stato organizzato a livello locale da una compagnia teatrale.

Ad aiutare i golpisti c’e’ la vera protagonista del romanzo: la neve. Neve che cade inesorabile su Kars coprendo case, alberghi, strade e che rende uniforme il paesaggio e confonde gli stati d’animo. Il poeta Ka cadra’ vittima della neve silenziosa, dei moti rivoluzionari in corso, dell’amore verso una sua ex compagna di universita’ Ipek e della sua disperata ricerca della felicita’.

Proprio questa ricerca e’ il tema portante di tutto il libro: la felicita’ raggiungibile grazie all’amore, alla religione, all’impegno politico? Quale e’ la strada che porta alla vera felicita’. Purtroppo non sara’ Ka a svelarci il mistero, tantomeno Pamuk attraverso le pagine del suo libro.

Alcuni passaggi sono un po’ complessi e le discussioni sulla religione richiedono concentrazione per essere apprezzate in pieno, pero’ gli spunti di riflessione sono davvero molto interessanti e il libro nel suo complesso mi e’ molto piaciuto, sebbene il personaggio principale mi sia sembrato un debole (caratterialmente parlando, non stilisticamente).

Il quote:

Ho guardato su un’enciclopedia, la parola ateo deriva dal greco atheos. E quella parola indica non la persona che non crede in Dio, ma la persona sola, abbandonata dagli dei. E questo significa che l’uomo, qui, non puo’ mai essere ateo. Perche’ Allah, anche se lo vogliamo, non ci abbandonerebbe mai qui. Per diventare ateo la persona deve prima diventare occidentale.