FA FREDDO
30 Marzo 2007300
28 Marzo 2007
300 di Zack Snyder (2006)
“Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!”
La Spigolatrice di Sapri di Luigi Mercantini non ha nulla a che fare dal punto di vista storico con 300, trasposizione cinematografica del favoloso fumetto omonimo di Frank Miller, ispirato alla battaglia delle Termopili. Pero’ ci azzecca. Nel film i soldati guidati da Leonida contro l’imponente armata persiana sono proprio trecento; sono rappresentati come uomini giovani e decisamente prestanti; inoltre gli spartani di Leonida non fecero proprio una bellissima fine, cosi’ come i trecento di Pisacane nel Regno delle Due Sicilie.
300 e’ un fumetto fatto film: visivamente impressionante, cattivo, appassionante, da leggere e godere tutto d’un fiato.
La trama e’ arcinota e non necessita di tanti approfondimenti. Il prode (o pazzo?) Leonida decide di affrontare l’immenso esercito di Serse (Erodoto parla di milioni di uomini!) alla guida di “soli” trecento soldati. Ma non si tratta di semplici soldati, bensi’ di guerrieri, figli di Sparta, nati e cresciuti per combattere e per finire i loro giorni all’insegna della gloria della vittoria o dell’onore con la morte sul campo.
Leonida e i suoi lasciano Sparta e prendono posizione nel passo delle Termopili, dove decidono di affrontare gli uomini di Serse. Uno stretto angusto, limitato da un alto dirupo e dal mare, dove l’imponente numero dei nemici non conta nulla contro la grinta degli spartani. E infatti i trecento spartani fanno un mazzo tanto ai persiani regalandoci fantastiche scene di battaglia. Ma le sorte non sara’ clemente con i coraggiosi di Leonida, che finiranno trucidati dagli Immortali persiani (rappresentati con curiose maschere argentate che ricordano le espressioni del teatro no giapponese), dopo aver rifiutato per l’ennesima volta le lusinghiere proposte di Serse, che promettevano gloria e pace dietro la totale sottomissione.
Bello, bello, bello. Un film che da’ la carica e riempie gli occhi. Certo non lo si deve intendere come rievocazione storica, non ne ha le pretese, ma piuttosto una specie di Gladiatore rieditato in stile Sin City!
Quasi due ore di battaglia, mazzate da orbi, decapitazioni, smembramenti, sangue, morti, mostri e massacri. Sembra un film per uomini veri, ma mi sento di raccomandarne la visione anche al pubblico femminile grazie alla presenza di tanti omaccioni seminudi superfisicati, e con l’addominale in bella vista (notevoli davvero). Il personaggio di Leonida ha dell’incredibile: un affascinante, folle psicopatico. Ma dove l’hanno tenuto nascosto ’sto Gerard Butler fino ad oggi?
Il lancio del film e’ stato accompagnato da presunte critiche mosse dall’Iran nei confronti della pellicola. Mah, a mio avviso una cialtroneria che profuma di montatura ad hoc per creare hype intorno al film. Pare che gli iraniani si siano lamentati per la mancanza di fedelta’ storica e per la rappresentazione fatta del popolo persiano. Effettivamente, il grande re Serse viene rappresentato come un’appariscente drag queen con la voce di Ciotti alla guida di un popolo di veri freak, ma il personaggio a suo modo affascina e ho l’impressione che l’opinione pubblica iraniana abbia ben altre preoccupazioni che non la messa all’indice di un filmetto (da film+fumetto) americano.
Consigliato per risollevare una serata un po’ low profile.
LADY IN THE WATER
27 Marzo 2007
LADY IN THE WATER di M. Night Shyamalan (2006)
Non sono ancora riuscita a farmi un’opinione di Shyamalan. Non capisco se i suoi film mi piacciono oppure no. Il Sesto Senso carino la prima volta, Unbreakable dovrei rivederlo, Signs cacata, The Village ni….
L’ultima opera del regista-sola (con la “o” aperta) ha ricevuto solenni stroncature e apprezzamenti incondizionati, esattamente come i film precedenti. In Italia, il solito trailer fuorviante, ha presentato Lady in The Water come un film de paiura e mistero, cosa che naturalmente non e’. In realta’ si tratta di una bedtime story, una favola che si narra ai bimbi prima di andare a letto, e come ogni favola che si rispetti ha i suoi eroi, i suoi mostri e un lieto fine.
La storia si svolge all’interno di un tipico condominio americano, The Cove, che si erge attorno a una bella piscina a forma di cuore e dove vivono una serie di bizzarri inquilini: la vecchia signora amante degli animali, l’appassionato di enigmistica, l’atleta che allena solo una meta’ del corpo, un simpatico gruppo di fankazzisti cannaioli e cosi’ via. Cleveland, il custode e tuttofare del complesso, e’ un ex-medico che ha perso tragicamente la sua famiglia e che vive alla giornata trovando ragion d’essere nel suo aiutare i condomini a risolvere le piccole beghe quotidiane: un tubo che si tappa o una finestra che non si chiude bene. Un bel giorno Cleveland scopre che la piscina e’ abitata da Story, una Narf -ninfa d’acqua- che ha disperatamente bisogno dell’aiuto degli umani per ricongiungersi al suo mondo. Ma la presenza di Story all’interno di The Cove non e’ un caso, la ninfa e’ venuta ad annunciare all’Eletto importanti rivelazioni sul futuro della razza umana, e sara’ proprio Cleveland a scoprire la vera identita’ del prescelto, Vik Ran (interpretato dall’umilissimo Shyamalan) e a riconoscere tra gli inquilini di The Cove gli altri protagonisti della favola: l’interprete, la persona che guidera’ Story nel passaggio verso il suo mondo; il difensore, che difendera’ Story dagli attacchi dello Scrunt, la bestia dal manto erboso che rappresenta il male; la gilda, il convivio di persone che infodera’ a Story la forza necessaria nel momento del bisogno. Lo stesso Cleveland scoprira’ di essere il guaritore, colui che salvera’ Story dalle ferite mortali inferte dallo Scrunt.
Una favola deliziosa e tenera, che presenta momenti di vera comicita’, grazie alla presenza degli improbabili abitanti di The Cove, che sposano senza indugi la causa di Story e si prodigano per riportare la ninfa nel suo mondo. L’unico personaggio che resta disperatamente legato alla cinica realta’ e’ anche l’unico che fa una brutta fine e viene divorato dallo Scrunt; guardacaso si tratta di un critico cinematografico, magari proprio uno di quelli che troppo spesso si sono avventati con ferocia sulle opere di Shymalan, facendole a pezzi.
Molto toccante la scena in cui Cleveland “guarisce” Story, parlandole come se si rivolgesse a sua moglie e a sua figlia. In realta’ scoprira’ di essere prorpio lui a essere stato “guarito” e aver ritrovato la fede nella vita.
Consigliato a tutti i bambini dai 4 ai 90 anni.
LA FIACCOLATA PER LA SICUREZZA (NON DEI MOTOCICLISTI)
27 Marzo 2007Da Corriere.it:
Motociclisti a terra per la cera del corteo
Una decina di incidenti in corso Venezia, a Milano. Sono dovuti intervenire manualmente gli operatori ecologici.
Una serie di incidenti. Uno dopo l’altro. Motociclisti che finiscono a terra per l’asfalto scivoloso. Motivo? La cera lasciata dalle fiaccole utilizzate dai manifestanti che lunedì sera sono scesi in piazza a Milano a favore della sicurezza.
PULIZIA - A rimanere coinvolti in una serie di incidenti sono stati una decina di motociclisti, caduti in corso Venezia nonostante l’intervento, fin dalla mattina, dei mezzi di pulizia dell’Amsa. La cera si è infatti attaccata al manto stradale ed è stato molto difficile staccarla. Sono dovuti intervenire manualmente gli operatori ecologici e il tratto fra piazzale Oberdan e via Senato è stato più volte chiuso e vietato ai motociclisti. Per fortuna, sembra che nessuno si sia fatto male in modo serio


…e tutto per una patetica manifestazione per la sicurezza a Milano!
I motociclisti e l’Amsa sono vivamente pregati di presentare le fatture alla signora Moratti.
A VOLTE UN PO’ MI VERGOGNO
23 Marzo 2007La mattina c’e’ un rituale da seguire: la colazione. E’ la prima cosa alla quale penso ancora prima di aprire gli occhi. Si’, sto ancora dormendo e ho gia’ la mente impegnata a visualizzare il tazzotto di caffelatte. Prima pero’ e’ necessario fare la pipi’ e scaricare una buona dose di krokkini alla Stronza che e’ in grado di salire di decibel ogni minuto che passa.
Poi si scalda il latte (tanto), si prepara il caffe’ (quando non e’ disponibile quello del giorno prima, che va benissimo) e si accende la TV per le prime news del mattino. Intanto il latte e’ pronto. Tre cucchiai di zucchero (bisogna affrontare un’intera giornata eccheccaz!), 6 gocce di propoli, eccellente antibiotico naturale per scongiurare il raffreddore e maldigola e altrettanti krumiri Bistefani da ammollare nello zuppone.
Un po’ di televideo, il meteo, un tiggi’, due video, l’ApeMaia su Italia1 (ora ci sono i Puffi che mi sono sempre stati sui coglioni anche quando ero piccola). Insomma zapping furente. Pero’, ammetto che da qualche settimana a questa parte il canale che catalizza maggiormente il mio interesse e’ Rete-nonna, aka Rete4. Verso le 7:30 va in onda Casa Media Shopping, la sitcom realizzata ad hoc per vendere i prodotti di Media Shopping. E’ strutturata come una vera telenovela, i cui protagonisti sono i venditori di MS che danno vita a simpatiche scenette del tipo: lo sfigato innamorato va a trovare un’amica e le chiede aiuto per conquistare l’amata, lei gli consiglia di stupirla con una cena, ma lui nicchia perche’ ha la casa piena di monnezza. ZAC! Non c’e’ problema con la nuova scopa ruotante a batteria, che ti aspira anche i peli del naso infilati nelle fughe delle piastrelle del bagno.
Altra situascion: due amiche chiacchierano dei loro problemi e una confessa di invidiare il sorriso radioso dell’altra. NULLA DI PIU’ FACILE! Basta mezz’ora di dentierona in plastica con luce azzurrata per un sorriso modello Ventura all’esordio dell’Isola dei Famosi.
La trovo bellissima. Ma seriamente. Non riesco a non guardarla.
Beh, devo dire che tutte le televendite fanno un po’ questo effetto lobotomizzante sul mio impianto neuronico, soprattutto quelle doppiate male che vanno in onda sui canali sfigati delle pornotelefonate notturne. Ce n’e’ di che sbizzarrirsi: prodotti per dimagrire, pancere, plantari, coltelli, macinini, scope, vaporelle… e ogni sorta di attrezzo per la ginnastica, uno piu’ rivoluzionario dell’altro, ma tutti con la stessa fondamentale caratteristica: li puoi ripiegare e riporre comodamente sotto il letto. (la morte loro!)
Casa MediaShopping sbaraglia la concorrenza per varieta’ e qualita’ dell’offerta. I miei preferiti?
- le buste salvaspazio. Le adoro. Ci infilerei dentro anche il gatto nel periodo estivo, quando inizia a spiumare. Peccato che presentino un trascurabile difetto: quando, a fine stagione, si va a riaprire la busta, qualsiasi indumento in essa contenuto avra’ l’aspetto del burazzo asciugapiatti che solitamente si tiene appeso in cucina di fianco al lavello. (infatti fanno vedere solo quando inseriscono i panni, mica quando riaprono la busta. Furbetti….)
- la soluzione Proactiv. Credo seriamente che questo prodotto cosmetico faccia miracoli. Non l’ho mai usato, ma convincere la star dell’hip hop so’ cattivissimo-figo-riccosfonnato-mefottolemejocantantiincircolazione Puff Daddy a promuovere una crema asciugabrufoli abbia del miracoloso. Ma non e’ la sola star ad aver usato la crema; c’e’ anche Jessica mono-neurone-Simpson, ultimamente meno butterata, ma cornificata dall’ex-marito pseudo-cantante, e la star del soul Alicia Keys, che da quando la usa non ha piu’ pustole, ma non ha fatto piu’ neanche un disco. Per me la Proactive mena sfiga.
- gli attrezzi di ginnastica di Jill Cooper. Un evergreen. Ogni accessorio e’ strepitoso per cosce, fianchi, glutei, addome. Basta pochissimo: solo dieci minuti al giorno per avere un corpo tonico e snello. Sono tutti semplici da usare e dotati di manuale o cassetta che ti spiegano il corretto svolgimento degli esercizi. Splendido. Allora mi spiegate come mai Jill Cooper s’e’ inquartata come una cinghialessa e ha un fisico che sembra un tronco? Forse li tiene anche lei sotto al letto ’sti atrezzi…
PAPRIKA
21 Marzo 2007Lo devo vedere assolutamente. Il nuovo film di Satoshi Kon e’ davvero incredibile.
OSTAGGI DI SERIE “A” E OSTAGGI DI SERIE “B”
20 Marzo 2007Ormai e’ da qualche settimana che la mattina mi sveglio prima delle 6:00, per poi indugiare sotto al trapuntino in attesa che la sveglia segni le 7:00 (stando bene attenta a non farmi scoprire dalla Stronza, che appena si accorge che sono sveglia inizia a pretendere la sua colazione di crocchini). E’ un’abitudine che non mi pesa, se non fosse che la sera alle 22:00 la palpebra inizia a farsi pesante e alle 22:30 sono in coma sul divano avvoltolata nel pile come una mummia egizia. Anche ieri non ho resistito, e sono crollata davanti a un DVD, peraltro interessante: A Scanner Darkly. Vabbe’, lo rivedro’, mi sembrava meritasse….
Al mio risveglio, prima di assovere al rituale propiziatorio della notte (denti-glicolico-pillola), mi sono imbattuta in un interessante servizio del Le Iene sulla liberazione dei due tecnici Eni, Cosma Russo e Francesco Arena. Il servizio, a cura di Mario Molinari, autore del programma, documentava le concitate fasi del rilascio fino alla liberazione finale da parte dei guerriglieri del Mend (Movement for the Emancipation of the Niger Delta).
Ammetto che la trasmissione Le Iene mi infastidisce non poco e la trovo a tratti noiosa, ripetitiva e ipocrita, ma questo bel servizio mi ha fatto riflettere sull’attenzione che i media hanno dato a questo rapimento. Una riflessione che nasce proprio nel giorno del rilascio di un altro ostaggio italiano, Daniele Mastrogiacomo, rapito dai talebani e liberato dopo 15 giorni. Per due settimane, telegiornali, quotidiani, internet non hanno parlato d’altro, e oggi Daniele liberato viene considerato alla stregua di un eroe. Non voglio essere fraintesa: sono solo felice per la positiva risoluzione del sequestro di Mastrogiacomo, che presto abbraccera’ nuovamente i suoi cari in Italia, ma mi viene naturale chiedermi come mai lo stesso interesse non e’ stato dimostrato nei confronti dei due tecnici (in principio 3) rapiti in Nigeria e tenuti in ostaggio per ben 98 giorni?
Una volta data la notizia della loro liberazione, il 17 marzo, nessuno se li e’ piu’ cagati e l’intera vicenda e’ stata presto travolta dagli aggiornamenti degli scandali di vallettopoli & Co.
Perche’ questa disparita’ di trattamento?
Certo Cosma Russo e Francesco Arena non sono due giornalisti, ma due tecnici, due lavoratori, e forse i giornalisti si sono sentiti piu’ vicini a un proprio collega in questa sventura e per questo hanno dedicato piu’ attenzioni a Mastrogiacomo.
Oppure questi guerriglieri nigeriani avanzano delle richieste che tutto sommato hanno una loro ragion d’essere: bloccare lo sfruttamento incondizionato delle risorse petrolifere del delta del Niger da parte delle grandi multinazionali e ridistribuire la ricchezza derivante dal petrolio anche internamente, per migliorare le condizioni di vita del popolo nigeriano (oltre 140 milioni di persone con aspettativa di vita inferiore ai 50 anni!).
Argomenti alquanto delicati da affrontare in televisone.
….ma si, meglio concentrarsi sugli squallori di mignottopoli e il dolore passa presto!
BILLY BOB: AIUTO UNA SEDIA LUIGI XVI MI STA FISSANDO!
19 Marzo 2007Tra le molteplici news inutili pubblicate dai giornali on-line ce ne sono alcune che riescono particolarmente bene: sara’ per l’assurdita’ dei contenuti riportati, sara’ perche’ trattano di problemi che neanche sapevo potessero esistere, ma una risata me la riescono a strappare (e ultimamente non e’ affatto semplice).
Il sito del Corriere riporta un’interessantissima rassegna delle fobie delle star. Ce n’e’ di che sbizzarrirsi e ho provato a fare una classifica: dalla fobia piu’ “banale” fino a quella da vero VIP isterico.
Al 10 posto si classificano le star che temono gli insetti: Scarlett Johansonn va in paranoia per gli scarafaggi (e chi di noi amerebbe trovarsene uno nel piatto o anche solo vicino al letto?) e il terrore di Nicole Kidman per le farfalle e’ abbastanza diffuso
9 – la bella Uma Thurman e’ claustrofobica
8 – mentre la sua collega Kim Basinger e’ affetta dalla fobia opposta, l’agorafobia
7 – ex-aequo per Jennifer Aniston, Whoopy Goldberg e Cher che condividono la paura di volare
6 – Madonna non sopporta i tuoni
5 – Pamela Anderson non sopporta la sua immagine riflessa in uno specchio (perche’? non riesce a riconoscersi?)
4 – Orlando Bloom ha il terrore dei maiali (?!)
3 – altro ex-aequo per la fobia di Johnny Depp e P. Diddy indirizzata verso i clown (devono aver letto IT in tenera eta’!)
2 – Christina Ricci ha paura delle piante in generale
1 – ma il mio vero idolo e’ Billy Bob Thornton, terrorizzato dai mobili antichi! Pare che si rifiuti di entrare in una stanza arredata con mobili di produzione antecedente al 1950.
CHE LO SVACCO ABBIA INIZIO
17 Marzo 2007Ore 9:08 terminata la consegna del nuovo divano. Splendido. E’ piaciuto anche alla Stronza che ha pensato bene di tirargli una bella sgraffignata nei primi 10 minuti di vita.

Pubblicato da vlod
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