Non mi ha del tutto convinto, anche se l’interpretazione di Rubini e’ come al solito straordinaria.
In alcuni passaggi storia e interpretazioni sembrano subire alcune forzature verso una drammaticita’ decisamente eccessiva. Convincenti Briguglia, nel ruolo del fratello piu’ giovane e Solfrizzi che interpreta il fratello inciucione che si e’ dato alla politica.
Bentivoglio ha la sua solita faccia tra lo skazzato e il sognante, che qui ci sta anche bene.
Inutile la Gerini e il suo personaggio che nulla aggiunge e nulla toglie alla narrazione.
Che strana entita’ il popolo dei maniaci di sfondi&suonerie! E’ un target assolutamente trasversale: si va dallo studente tredicenne, all’agente immobiliare, passando per la casalinga annoiata e il pensionato in spread tecnologico. Tutti li’ a smanettare su tastierine minuscole per scaricare simpatici sfondi e suonerie che piu’ moleste non si puo’.
Come sono old economy io che utilizzo il mio cellulare per effettuare semplici telefonate e a malapena ho imparato a salvare numeri in rubrica dopo 3 anni di utilizzo dello stesso, sfigatissimo, telefonino!
La cosa che mi sconcerta di piu’ pero’ non e’ la bramosia del download sfrenato, quanto piuttosto l’interesse per contenuti orridi e pecorecci. Passi il gattino, il cagnolino, il conigliettino, la farfallina, e vari animaletti teneroni. Posso sorvolare anche sulla popputa di turno, del resto si sa che tira piu’ un pelo di…etc…etc. Certo che pero’ pagare 2-3 euro per avere sul proprio telefonino l’animazione di due scimmie scorreggione vuol dire davvero avere poca stima di se’.
Ecco a voi i due simpatici personaggi in questione, Eggio & Score, impegnati a solfeggiare con lo sfintere simpatici motivetti che richiameranno la nostra attenzione verso il cellulare nel corso di una riunione con il nostro capo, o al cinema, o, perche’ no, durante l’appuntamento con quel tocco di gnoccolone che abbiamo puntato per tanti mesi.
Quando ho visto lo spot per la prima volta, il primo pensiero che mi e’ venuto in mente (oltre a “macheccazz?!?!“) e’ stato “Che nomi originali per due scimmie!”. Poi invertendo l’ordine dei fattori mi sono tristemente accorta dell’acuto gioco di parole. Ole’.
E’ un ragazzo metropolitano che ha un sogno nella vita: diventare un modello di fama mondiale. Jacko sa che non e’ semplice raggiungere il suo obiettivo: un lieve difetto fisico, infatti, mina la sua carriera di modello.
Jacko ha il collo grosso. Troppo grosso. Taurino.
Ma la sua forza di volonta’ lo aiutera’ a superare ogni ostacolo.
Non so perche’ mi piace cosi’ tanto questa festa.
Deve essere per la semplice familiarita’ del borgo di Poggio Ferrato, o forse il fatto che e’ la prima vera occasione per mangiare le caldarroste di montagna.
Il viaggio da casa e’ abbastanza lungo, ma sempre ben ripagato da abbondanti piatti di polenta condita da zola, cinghiale o fumanti salamelle. Dopo il pranzo, che di solito viene consumato a mezzogiorno per evitare le estenuanti code nella zona “cucine”, c’e’ il momento della musica e dello shopping enogastronomico: miele, castagne, formaggio, pane, vino, dolci…insomma non si va via mai a mani vuote (neanche a panza vuota…).
Fil rouge: appena si ordina da mangiare alla cassa e si arriva con il vassoio vuoto davanti alle cucine, parte l’annuncio “LA POLENTA E’ FINITA!”. Okkei, aspettiamo il prossimo giro.